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Calcio, quando un petardo ruba soldi alla beneficenza

Pallone calcioQuando, la settimana scorsa, il Frosinone attraverso il direttore generale Salvini ha presentato l’iniziativa “Tifa bene, fai del bene”, il coro di apprezzamento verso la società è stato unanime. Per quei pochi che non lo sapessero, si tratta di un’iniziativa messa in campo per incentivare tutti i tifosi giallazzurri ad osservare un comportamento corretto all’interno dello stadio. La società, in pratica, ha deciso che per ogni partita senza multe avrebbe devoluto 500 euro per ciascuno di due enti di solidarietà: la mensa Caritas della Comunità di Sant’Egidio di Frosinone e la comunità “In dialogo” di Trivigliano. Un motivo in più per evitare di far prendere multe alla società, che avrebbe volentieri “pagato pegno” facendo una donazione alle due associazioni. Della bella iniziativa ne hanno parlato anche a livello nazionale, Sky in primis che ha dedicato un’ampia pagina alla proposta del Frosinone. Si era, a quel punto, certi che non ci sarebbero state altre intemperanze.
E, invece, sabato scorso contro il Catania sono tornati ad esplodere quei pericolosissimi e fastidiosi petardi, che non aggiungono niente al tifo come, invece, possono fare bandiere e sciarpe. La società oggi è stata multata di 2.000 euro e la donazione in beneficenza è stata così spazzata via dalla deflagrazione delle bombe carta esplose al Matusa. Se questo è il senso civico di alcuni “tifosi”, siamo davvero fuori strada. E bisogna pure aggiungere che la stima e la gratitudine per il presidente Stirpe, che ha allestito un grande Frosinone e che ha voluto l’iniziativa “Tifa bene, fai del bene”, sono concetti vuoti se lo si obbliga a pagare l’ennesima multa in questa stagione.
Poi c’è il discorso della sicurezza allo stadio. Contro il Bari due ragazzi sono stati feriti rispettivamente alla schiena e ad una gamba per l’esplosione di una bomba carta: le foto delle escoriazioni sono visibili su Facebook. Sabato scorso contro il Catania un uomo è stato accompagnato a farsi medicare durante la partita, colpito al braccio: fortunatamente il nipote di pochi anni che era con lui non ha subito ferite. Ed anche una ragazza è stata colpita ed è andata direttamente via dallo stadio. Oltre a rubare i soldi alla beneficenza si vuole forse fare del male a qualcuno?
La Curva Nord, composta da tifosi perbene, dovrà isolare coloro che non vogliono bene al Frosinone e che mettono in pericolo la sicurezza di tutti. Ai bombaroli, invece, non resta che dire una sola cosa: coglioni! (Gabriele Margani)

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