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Enti regionali, nessuno potrà guadagnare più dei consiglieri regionali (133.200 euro)

Regione LazioGli amministratori degli enti pubblici dipendenti della Regione Lazio non potranno guadagnare più dei consiglieri regionali. E’ quanto stabilisce il nuovo regolamento concernente la “Classificazione degli enti pubblici dipendenti della Regione Lazio”. Lo schema di deliberazione ha ottenuto il parere favorevole, a maggioranza, dalla commissione Bilancio, presieduta da Mauro Buschini. Così gli emolumenti degli amministratori dell’Agenzia regionale per la mobilità (Aremol), dell’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura nel Lazio (Arsial), dell’Agenzia regionale per i trapianti e le patologie connesse (Art), dell’Istituto regionale per gli studi giuridici del Lazio “Arturo Carlo Jemolo”, dell’Istituto per le Ville Tuscolane (Irvit), dell’Ente per il diritto agli studi universitari del Lazio – Laziodisu e dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale del Lazio (Arpa) non potranno essere superiori al trattamento annuo omnicomprensivo dei consiglieri regionali, pari a 133.200 euro lordi.
I tetti massimi dell’indennità annua lorda da corrispondere ai componenti degli organi amministrativi o agli organi monocratici degli enti regionali variano al variare delle dimensioni degli stessi. Come ha spiegato in commissione l’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore, sono stati individuati tre indicatori, sulla base dei quali gli enti regionali saranno classificati in tre fasce: le entrate correnti, le spese in conto capitale e il numero dei dipendenti in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Agli amministratori degli enti di prima fascia, vale a dire con indicatori più alti negli ultimi tre esercizi finanziari, è applicato un limite retributivo pari al 100% del trattamento economico dei consiglieri regionali. Per gli amministratori degli enti di seconda fascia il limite retributivo è pari al 50% del trattamento dei consiglieri, mentre per quelli degli enti di terza fascia è pari al 30%.
Il regolamento approvato dalla commissione segue l’analogo provvedimento che riguarda le società controllate dalla Regione Lazio, varato in attuazione della prima spending review regionale.

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