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La musica della poesia di Pietro Tripodo, il Conservatorio ricorda il poeta scomparso

Pietro TripodoScoprire Pietro Tripodo, riscoprire la poesia. Un’occasione per aprire al pubblico le porte dell’opera del grande poeta e traduttore romano, ma allo stesso tempo un modo per parlare di poesia e per restituire alla poesia l’attenzione dovuta. Da qui parte l’iniziativa del Conservatorio di Frosinone, diretto dal M° Raffaele Ramunto, in programma giovedì alle 16:30 nell’ambito della Settimana della Contemporaneità: un convegno-concerto, condito di intermedialità, dedicato ad uno dei grandi del tardo Novecento, Pietro Tripodo.
Un approfondimento a 360 gradi sull’opera dell’autore, con la lettura dei testi a cura di Carla Carretti e Ivano Capocciama della classe di Arte Scenica della professoressa Stefania Porrino; con gli interventi critici del presidente del Conservatorio Marcello Carlino e dei professori Raffaele Manica e Tarcisio Tarquini, che definisce Tripodo «una delle voci più intense dell’ultimo ventennio del Novecento»; e poi con le testimonianze di colleghi che lo hanno conosciuto, i poeti e scrittori Gabriella Sica e Daniele Pieroni. Ma anche con molta musica. In programma, infatti, opere audiovisive, concerti e composizioni originali ispirate ai testi di Pietro Tripodo, a cura dei maestri del Conservatorio Fabio Agostini, Antonio D’Antò, Giampiero Gemini, Antonio Poce, Luca Salvadori, Valerio Murat e con la voce recitante del performer Giovanni Fontana.Pietro Tripodo1
Della Settimana della Contemporaneità, ed in particolare del convegno-concerto su Pietro Tripodo, si parlerà, domani alle 22:30, su Radio3 Suite, programma radiofonico molto seguito e particolarmente attento ai festival, alle rassegne musicali più prestigiose e alle iniziative delle principali istituzioni musicali italiane. Interverrà nel programma Raffaele Manica, professore di Letteratura italiana all’Università “Tor Vergata”, tra gli ospiti del Conservatorio nel convegno di giovedì.
Autore solo di recente consacrato in una posizione di rilievo da una nuova fase critica, Tripodo colpisce per la sua capacità di attualizzare l’antico definendo una speciale continuità, sia nel linguaggio sia nei contenuti, tra il lavoro di rifacimento e di traduzione di opere classiche e moderne e le sue opere originali, tra cui la sua prima raccolta di poesie dal titolo “Altre visioni”, pubblicata nel 1991 dall’editore Rotundo e ripubblicato nel 2007 da Donzelli con lo stesso titolo ma in un volume che comprende anche “Vampe del Tempo”, uscito da solo nel 1998 per le edizioni Il Bulino. Preziose le sue traduzioni dei Carmina di Orazio, dei Sonetti di Shakespeare, della Chioma di Berenice di Callimaco e soprattutto dei Canti di scherno e d’Amore di Arnaut Daniel, il suo capolavoro da traduttore o, meglio, da “rifacitore”.
«Il convegno-concerto che il Conservatorio di Frosinone dedica a Pietro Tripodo – sottolinea il presidente del Conservatorio Marcello Carlino – si inserisce in questa nuova fase critica, offrendo un contributo determinante all’analisi e all’interpretazione dell’opera del poeta e traduttore romano, una figura che, nell’importante contesto della letteratura a Roma, negli anni tra Ottanta e Novanta, ha avuto una parte di sicuro rilievo, per la rilettura che compie della tradizione, per il lavoro sul linguaggio, per lo scavo sorvegliatissimo nella memoria e nel vissuto, per la nettezza della sua pronuncia che trattiene armonie come musicali».

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