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Regione, al via l’iter per il testo unico del commercio

Regione LazioLa proposta di testo unico regionale del commercio ha iniziato ieri mattina il proprio cammino alla Pisana. Nell’VIII commissione del Consiglio regionale l’assessore allo sviluppo economico e attività produttive Guido Fabiani ha illustrato il provvedimento che raccoglie e razionalizza organicamente le disposizioni del settore, riunendo e abrogando sei leggi regionali approvate in tempi diversi. La normativa è costituita da 125 articoli, distribuiti in 9 capi. «Riducendo più della metà – ha annotato l’assessore – gli articoli che regolano la materia». Tre gli obiettivi fondamentali del testo unico proposto dalla Giunta: semplificazione della normativa e delle procedure, conferimento ai Comuni e a Roma Capitale di ulteriori funzioni amministrative e, infine, innovazione per il rilancio di un settore definito trainante dell’economia del Lazio in termini occupazionali e di Pil prodotto.
«Semplificare – ha detto Fabiani – significa meno oneri amministrativi per le imprese, minori costi per le aziende e la pubblica amministrazione, procedimenti autorizzativi semplificati e certi». Previsti ampliamento del ricorso alla Scia (segnalazione certificata inizio attività), Suap come unico punto di accesso servito da una piattaforma telematica unificata, tempi certi e procedure più snelle per conferenze di servizi.
Quanto al decentramento, si propone il trasferimento di alcune importanti funzioni ai Comuni su mercati, commercio su aree pubbliche e somministrazione. «A Roma Capitale – ha annunciato l’assessore – la Regione conferisce anche ulteriori funzioni su programmazione urbanistica e commerciale, somministrazione, trasferimento e ampliamento di grandi e medie strutture di vendita». Il testo unico intende superare l’attuale modello di programmazione basato su criteri economico-quantitativi e sul contingentamento di medie e grandi strutture, eliminando anche tutti i casi di autorizzazioni in deroga alle regole. La programmazione territoriale è affidata ai Comuni sulla base di criteri regionali qualitativi e urbanistici fino all’approvazione dei quali sarà bloccato ogni possibile nuovo consumo di suolo. La proposta di normativa abolisce il principio di equivalenza: non più norme regionali che impediscano a un Comune di spostare posteggi o camion bar da strade e piazze di pregio artistico o architettonico».
Fabiani ha, quindi, elencato alcune delle innovazioni perseguite con il testo unico. Dagli incentivi per la formazione delle reti di impresa di vicinato alla salvaguardia dei locali storici (botteghe, librerie, teatri e cinema), dai presidi sanitari e di primo soccorso nelle strutture e nei centri commerciali di più di 10 mila metri quadri al sostegno e all’incentivazione della crescita degli esercizi di vicinato con la previsione di regole più semplici per consentire loro di svilupparsi e ampliarsi. E poi, abolizione del principio di equivalenza, con assegnazione di pieni poteri ai Comuni sul commercio su aree pubbliche, contrasto all’abusivismo e alla contraffazione, promozione di accordi a livello comunale o sovracomunale per organizzare orari di apertura più adatti alle esigenze di città, imprese e lavoratori, disciplina delle aperture deitemporary store e nuove modalità di definizione dei saldi estivi e invernali completano il quadro. Per la prima volta la Regione intende sostenere, anche ricorrendo ai fondi europei della nuova programmazione, forme di e-commerce funzionali alle attività commerciali presenti sul territorio, la riqualificazione delle aree di mercato a partire dalla realizzazione di “aree commerciali e produttive ecologicamente attrezzate” e la valorizzazione dell’innovazione  dei sistemi locali.

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