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Dalla casa circondariale di Frosinone un gesto di solidarietà per le donne vittime di violenza

«Parliamone ancora, non solo il 25 novembre», questo è stato il pensiero dei detenuti e di tutti i presenti al termine del toccante incontro che si è svolto nella Casa Circondariale di Frosinone in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
E’ stato un incontro denso di significato quello organizzato dall’Associazione Gruppo Idee e dall’Associazione Idee in Movimento tra i detenuti della Casa Circondariale, l’Auser di Frosinone e le Case Famiglia Diaconia e Barella Popolare: in questa giornata da dietro le mura del carcere si è lanciato un forte messaggio di denuncia, solidarietà e speranza verso quelle donne che purtroppo, ogni giorno, sono vittime di violenza.
Ha aperto l’incontro Francesco Cocco, direttore della Casa Circondariale di Frosinone, che ha spiegato il significato storico e l’origine di questa giornata, sia ai detenuti che a tutti gli ospiti presenti, accendendo così un vivace dibattito sull’argomento.
E’ poi intervenuto, testimoniando la vicinanza del Comune di Frosinone all’iniziativa, il sindaco Nicola Ottaviani, che ha posto il problema sia dal punto di vista legale che da quello sentitamente umano.
Il momento più toccante è stato poi il confronto diretto che si è avuto tra i detenuti e le responsabili dell’Auser, lo sportello delle vittime di violenza del Frusinate e delle case famiglia presenti, che con le loro testimonianze hanno suscitato forti sentimenti, dando vita a un vero incontro-dibattito, particolarmente sentito ed estremamente costruttivo, nonché denso di emozioni, in cui i detenuti hanno colto l’opportunità per esprimere la propria distanza dalla violenza non solo fisica, ma anche morale, nei confronti delle donne; distanza rimarcata anche nella lettera che hanno scritto e che hanno indirizzato simbolicamente a tutte le donne.
Si è concluso il dibattito con la lettura del coinvolgente messaggio inviato dal presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo, di cui il seguente è un estratto: «…il carcere, infatti, è anch’esso un luogo simbolo, non solo degli effetti coercitivi della Giustizia, ma anche, purtroppo, della sofferenza. Ed è di lotta alle sofferenze di cui oggi in tutto il mondo si parla. Quelle più odiose perché inflitte, in genere, a soggetti più deboli. Le violenze sono la notte della civiltà, condannarle non basta. Occorre intervenire con impegno quotidiano per favorire la crescita delle coscienze».
Al termine della giornata i detenuti hanno donato dei plaid, confezionati nel laboratorio di sartoria della Casa di Reclusione di Sulmona, alle rappresentanti delle case famiglia, per mandare simbolicamente un messaggio di caldo conforto alle donne ospiti della struttura. Un tenero gesto di “cura” e attenzione che è stato bene accolto e condiviso in uno spirito di solidarietà e grande vicinanza emotiva.
L’associazione Gruppo Idee e l’Associazione Idee in Movimento sono orgogliose di questa giornata e di aver avuto conferma ulteriore di come il confronto e la solidarietà siano valori indiscutibili, a prescindere dalla realtà che si vive. Per questo ringraziano il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, la Direzione della Casa Circondariale, il Comandante, tutti gli Agenti di Polizia Penitenziaria e l’Area Educativa che hanno consentito la realizzazione di questo incontro denso di significato. Un grazie particolare va, inoltre, ai detenuti che hanno partecipato con entusiasmo all’iniziativa, all’Auser e alle Case Famiglia Diaconia e Barella Popolare, che ogni giorno lottano al fianco di tutte le donne vittime innocenti.

Casa circondariale Frosinone

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