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Edilizia scolastica, Legambiente colloca Frosinone al 22° posto tra i capoluoghi di provincia

LegambienteEcosistema Scuola 2014: nella classifica dei capoluoghi italiani Frosinone al 22° posto, Roma al 65° e Latina al 73°.
Nel Lazio pochi gli interventi di manutenzione in un regione dove le scuole sono in aree a rischio sismico per il 92% e nel 6% in zone a rischio idrogeologico, nel 2013 appena 630 euro per la manutenzione straordinaria di ogni edificio scolastico. Viterbo e Rieti non hanno fornito i dati.
Secondo il XV rapporto di Legambiente Ecosistema Scuola, negli ultimi cinque anni solo il 14,2% degli edifici scolastici del Lazio ha usufruito di interventi di manutenzione a fronte di una media nazionale pari al 47,6%. Bassa è la percentuale relativa alle certificazioni, molto al di sotto della media nazionale: 3,7% sul 53% gli edifici che possiedono il certificato di agibilità, 3,6% quelli con certificato di prevenzione incendi sul 31,2%. Intanto i comuni puntano a migliorare la sicurezza degli edifici con porte antipanico (100%), impianti elettrici a norma (89,9%) e interventi per eliminare le barriere architettoniche (10,1%). Solo il 10,6% degli edifici è dotato di impianti da fonti rinnovabili, più basso di 3 punti rispetto alla media nazionale.
«La situazione nella nostra regione non è di certo confortante – dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio -. Non solo infatti né Viterbo, né Rieti hanno risposto al nostro questionario, ma anche gli altri capoluoghi non brillano nella classifica generale. La media laziale è al di sotto di quella nazionale in molti campi. Non è possibile che nelle nostre scuole sia così basso il numero degli edifici che hanno goduto di interventi di manutenzione negli ultimi cinque anni (14,2% contro il 47,6% nazionale) in un territorio dove la quasi totalità degli edifici sono in aree a rischio sismico e il 6% in aree a rischio idrogeologico. A Roma torniamo finalmente a conoscere e poter valutare le condizioni delle scuole, dopo quattro anni che non venivano indicate le condizioni delle scuole romane, una conoscenza indispensabile alla realizzazione delle opere necessarie e ad avviare le buone pratiche ancora assenti».
Discreta la situazione delle scuole di Frosinone, prima nella classifica tra i capoluoghi del Lazio, mentre è bassissimo il punteggio complessivo raggiunto da Latina. Sul fronte dei rifiuti nel Lazio va per la maggiore la raccolta differenziata di carta e plastica al 76,3%, ma ovunque non vengono intercettati i toner delle stampanti che invece in Italia vengono in gran parte raccolti. Da sottolineare positivamente il lavoro che si sta svolgendo nelle mense scolastiche, dove la media percentuale dei prodotti bio utilizzati è del 63,3% ed è utilizzato materiale alternativo per servire i pasti come il “materbi” nel 30,8% contro una media nazionale del 10,4%. Grave, infine, per gli attivisti del cigno verde, che il monitoraggio sulla presenza di materiali inquinanti come l’amianto negli edifici riguardi solo il 66,7% degli istituti e che non esistano monitoraggi sul radon e su altre fonti di inquinamento come elettrodotti e antenne radio-tv. «Va messa in sicurezza la popolazione scolastica dalla presenza di materiali nocivi – aggiunge Scacchi -, che devono essere rimossi velocemente anche grazie all’approvazione di leggi importanti come quelle per l’eliminazione dell’amianto».

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