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Frosinone, il Rione Giardino ricorda chi non c’è più. Con il sorriso

Rione GiardinoLo spirito della Frosinone più bella e più “vera” racchiuso in una sera. Si respiravano malinconia e goliardia allo stesso tempo ieri nel quartiere di Sant’Elisabetta del capoluogo: ricordi e sorrisi sono stati i protagonisti di una serata insolita, ma che solo nel caratteristico quartiere di Frosinone poteva avere luogo. Stefano Cappella ha avuto l’idea e il resto dell’Associazione Culturale Rione Giardino ha appoggiato la proposta di organizzare una cena all’aperto con lo scopo di stare insieme e ricordare tutti coloro che non ci sono più. Ma non lo si è fatto in un’atmosfera triste, ma allegra e spensierata nel puro spirito del Rione Giardino.Rione Giardino2
Alle 19 gli abitanti del quartiere si sono ritrovati a Messa per ricordare i defunti. Poi è iniziata la cena, con bruschette e brace all’aperto. A curare l’allestimento della cucina e a preparare le cose da mangiare sono stati Antonio Venditti e Gianluca Saltarelli, sotto la supervisione di Franco Bartoloni. C’erano anche i dolci cucinati dalle signore che abitano il quartiere. Perché la caratteristica del “Giardino”, lo si può toccare con mano in occasione delle Cantine, è l’ospitalità verso chiunque. Ogni residente è pronto ad aprire le porte della propria abitazione e ad offrire da mangiare e da bere a chi ne vuole. E il bere è un atto che fa parte del Dna del quartiere, perché se in una serata fredda come quella di ieri non riesci a scaldarti, allora è consigliabile che «te béui ‘n bicchiere de uine».
Rione Giardino4Poi ecco saltar fuori le chitarre ed è allora che inizia davvero la festa. Gli stornelli e le serenate sono quelli che fanno avvicinare fisicamente le persone, come accadeva un tempo. La tradizione non si è interrotta, perché a cantare sono persone più anziane e ragazzi intorno ai 30 anni. C’erano tutti i cantori. Gianfranco Spaziani detto glie prufessore e Riccardo Ceccotti, i più anziani del gruppo. Alle chitarre Franceschino Marzano, Danilo Spaziani detto glie ‘ngegnerine, Maurizio Sabatini detto topolino, Fabrizio Cameracanna. E ancora: Emanuele Monaldini detto cacatella, Danilo Spaziani detto caro cumpare, Giuseppe Grande detto Principe. La serata è andata avanti fino a mezzanotte. Tra un bicchiere di vino e una serenata, allegria e ricordo. Nel puro spirito del Rione Giardino. (Gabriele Margani)






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