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Il riordino della rete ospedaliera alla prova del Consiglio regionale

Ospedale FrosinoneSeduta interamente dedicata all’illustrazione e alla discussione del nuovo Piano di riordino della rete ospedaliera, in Consiglio regionale.
Il presidente Nicola Zingaretti, in qualità di commissario ad acta, poco dopo le 16 ha preso la parola per presentare all’Aula i contenuti del decreto, alla base dei successivi atti aziendali in via di adozione da parte di Asl e ospedali.
Con l’adozione di questo provvedimento il sistema sanitario regionale conterà su 21.611 posti letto (+257), con un riequilibrio dell’offerta tra le province e la città di Roma.
«Si tratta di un atto concertato con il governo, non di un documento politico: per questo lo abbiamo prima presentato insieme al ministro della Salute, ma tenendo ben presente gli input ricevuti dall’Aula un anno fa, in un’analoga seduta dedicata ai temi della sanità», ha esordito Zingaretti.
«Ci lasciammo con precisi impegni sui temi della sicurezza, appropriatezza, razionalizzazione della spesa, sblocco dei fondi per l’edilizia sanitaria, nella concezione di ospedali come centri di eccellenza che dialoghino con una rete sociosanitaria territoriale potenziata. A partire dalle Case della salute, aperte dodici ore al giorno dal lunedì al venerdì, in cui lavorano medici, specialisti, infermieri e altre figure professionali qualificate. Il nostro piano prevede una Casa della Salute in ogni distretto sociosanitario, con un’attenzione particolare ai quadranti più periferici».
«Accanto alle Case – ha proseguito Zingaretti – stiamo attivando nuovi reparti a degenza infermieristica. Strutture moderne e innovative dedicate ai pazienti che hanno superato la fase acuta della malattia e alle persone affette da patologie cronico-degenerative. In questi reparti i pazienti vengono seguiti fino alle dimissioni con un programma personalizzato di recupero. In questo modo offriamo cure migliori ad un costo minore. Partono poi nuovi servizi: dai percorsi di cura per i pazienti cronici a una gestione delle liste d’attesa che tenga conto delle priorità e delle emergenze fino agli studi medici aperti anche il sabato e la domenica. È un altro passo avanti per essere più vicini ai pazienti a partire dai problemi e i disagi che incontrano ogni giorno anche per prenotare un esame o un controllo».
«Stiamo inoltre investendo 7 milioni di euro per offrire 113 mila visite in più ai cittadini e abbattere le liste d’attesa. Contiamo di raggiungere il pareggio di bilancio dei conti della sanità entro la fine del 2015 – ha concluso -. A quel punto il Lazio avrà tutte le carte in regola per uscire dal commissariamento e per tornare finalmente ad assumere personale qualificato per la nostra sanità, migliorando ulteriormente i servizi, le strutture e le cure sul territorio».

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