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Ninetta e le altre, a Frosinone in scena le atrocità delle Marocchinate

Ninetta e le altre Gioia OnoratiSarà l’assessore regionale alla cultura e alle politiche giovanili Lidia Ravera a inaugurare la rassegna teatrale “Nuovi linguaggi”, dedicata al teatro contemporaneo, ideata dalla compagnia Errare Persona nell’ambito dell’Officina culturale della Regione Lazio “Casa d’Arte”.
Lidia Ravera sarà a Frosinone martedì prossimo per assistere allo spettacolo “Ninetta e le altre – Le marocchinate del ’44”, che si terrà alle 21 all’auditorium “Paolo Colapietro”, con ingresso libero. La pièce, scritta, interpretata e diretta da Damiana Leone, già vincitrice del Festival “Chimere” di Padova patrocinato da Amnesty International, è frutto di un lavoro di ricerca sulle fonti condotto dall’attrice – durato anni e tuttora in corso – su fatti terribili e che, ancora oggi, costituiscono una delle pagine meno conosciute della nostra storia recente, nonostante l’Oscar a “La Ciociara” di De Sica, tratto dall’omonimo romanzo di Moravia: gli stupri di cui si resero responsabili i goumiers francesi nel basso Lazio durante la Seconda Guerra Mondiale.
La data della visita dell’assessore regionale ha una forte valenza simbolica: il 25 novembre, infatti, è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, così come stabilito dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. «Per non dimenticare e parlare di donne innocenti dimenticate, vittime di guerre a volte anch’esse dimenticate, ricominciamo a parlare di noi perché la Storia si ripete troppo spesso anche nel civilissimo Occidente. La guerra la fanno sempre gli uomini, ma le donne sono costrette a subirla», si legge nelle note di regia. Sul palco con la stessa regista (nel ruolo di Ninetta), Anna Mingarelli (Maria) e Francesca Reina (Celeste). Un cast di donne a cui va aggiunto il personale della compagnia Errare Persona, interamente – o quasi – declinato al femminile, impegnato da anni nella creazione di un polo di cultura e spettacolo importante capace di aprirsi ai linguaggi del contemporaneo.
“Ninetta e le altre” fa, inoltre, parte del progetto “Racconta la Guerra”, promosso da Errare Persona e dalla Provincia di Frosinone, con la collaborazione dello storico Tommaso Baris e un comitato di studio formato da Elisa Celli, Rossana Fiorini e Carla Fiorini. Scopo del progetto è la creazione di un archivio della Linea Gustav e una ricerca storica delle testimonianze sul territorio, con la partecipazione degli istituti scolastici superiori del basso Lazio.
La scena si svolge nel maggio 1944: sul fronte di Montecassino, sulla Linea Gustav, dopo mesi di battaglie sanguinose tra alleati e tedeschi, bombardamenti a tappeto ed effetti devastanti sulla popolazione civile, migliaia di donne vengono violentate e brutalizzate dalle truppe speciali francesi. «Parliamo di loro per parlare di tutte le donne vittime di stupri di guerra. Parliamo di stupro come crimine e non come effetto collaterale della guerra», spiega Damiana Leone nelle note di regia. Una storia in cui lo “stupro di guerra” diventa un simbolo, in cui il corpo della donna viene martirizzato, riceve violenza al pari di una terra percorsa da violenze e distruzione.

Foto di Gioia Onorati

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