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Regione aderisce a Carta sui Contratti di fiume, una speranza per il Cosa?

Fiume Cosa Lisi«Uno strumento concreto per proteggere il territorio, evitare i piccoli e grandi drammi che stiamo vedendo in questi giorni in Italia e pensare allo sviluppo. Il fiume torna ad essere al centro della comunità e non più fonte di pericolo. E’ questa la forte azione innovativa che la Regione adotterà grazie all’adesione alla “Carta Nazionale sui Contratti di Fiume”, decisa in Giunta regionale su proposta dell’assessore Fabio Refrigeri». Così il consigliere regionale Daniela Bianchi.
Approvata la delibera, la Regione avrà il compito di iniziare a coordinare tutte le azioni sui territori per far partire i primi Contratti di Fiume del Lazio, tra cui quello del fiume Cosa.
In particolare, per il fiume della città di Frosinone esiste già un protocollo di intesa tra Provincia di Frosinone, Comune e Associazioni che nel settembre scorso ha istituito una prima cabina di regia. Ora, con la Delibera di Giunta della Regione, si dà valore a questa azione spontanea di cittadini e associazioni locali.Fiume Cosa Lisi16
«A distanza di pochi mesi dalla mozione che ho presentato – riprende il consigliera – la Giunta ha fatto sua questa indicazione, riconoscendo i Contratti di Fiume strumenti decisivi per trasformare i corsi fluviali da problema a risorsa. Come? Con l’avvio di azioni di gestione dei bacini condivise tra tutti coloro che vivono e abitano i territori: associazioni di categoria e ambientaliste, imprenditori e industriali, camere di commercio, consorzi ed enti locali potranno decidere assieme il futuro delle aree fluviali. Una governance trasparente, capace di trasformare i no degli ambientalisti in proposte e soprattutto di dare un’idea complessiva e non parcellizzata del Fiume. A valle si saprà cosa succede a monte, con azioni di prevenzione sulle alluvioni e di progetti di sviluppo sostenibile nelle aree inquinate. Vengono, infatti, unite le politiche contro il rischio idrogeologico con quelle per la tutela ambientale. Le comunità locali saranno chiamate ad un grande sforzo: costruire una visione condivisa che si poggi su vocazioni e risorse umane, economiche ed ambientali disponibili, accantonando conflitti per dialogare su progetti concreti».
I Contratti di Fiume permettono tutto questo, con una governance locale che prevede dei passi ben precisi per raggiungere degli obiettivi di sostenibilità ambientale e sviluppo economico. Si parte dalla costruzione della rete tra gli attori locali, per poi passare alla definizione delle regole e degli strumenti da utilizzare. Lo step successivo è la scelta di obiettivi misurabili: bonifica delle aree, messa in sicurezza degli argini, interventi di monitoraggio, politiche di green economy. Si passa poi alla stipula del contratto vero e proprio tra tutti i soggetti coinvolti. Infine il passo più importante: la costante valutazione dei risultati ottenuti.

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