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Regione, vitalizi per gli ex consiglieri a 65 anni e non più a 50

Regione LazioIl Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una norma che taglia i vitalizi per i consiglieri delle passate legislature (fino alla IX). Per i consiglieri a partire dalla presente legislatura (X) il vitalizio era stato già abolito con una norma contenuta nella finanziaria regionale 2012.
La nuova norma in materia di vitalizi dispone, con decorrenza dal 1 gennaio 2015, che chi non ha compiuto 50 anni di età, ma ha fatto parte delle legislature precedenti, potrà ricevere il vitalizio a 65 anni e non più al compimento del cinquantesimo anno d’età, come era previsto dalla vecchia legge. C’è la possibilità di anticipare l’erogazione del vitalizio a partire dai 60 anni, ma in questo caso è prevista una decurtazione del 5% per ogni anno di anticipo (chi sceglierà di ricevere il vitalizio a 60 anni avrà un taglio del 25%).
Nel triennio 2015-2017 è prevista una riduzione temporanea per i vitalizi erogati agli ex consiglieri o titolari di reversibilità, calcolata in modo progressivo con quattro aliquote: fino ai 1.500 euro lordi sarà dell’8%, dai 1.501 ai 3.500 euro del 10%, dai 3.501 ai 6.000 del 13% e oltre i 6.000 euro del 17%. Per chi, invece, oltre al vitalizio regionale percepisce anche altri vitalizi, come quello da parlamentare italiano o europeo o da un’altra Regione, le aliquote del contributo di solidarietà sono maggiorate del 40%. Pertanto, sarà all’11,2% fino ai 1.500 euro lordi, al 14% dai 1.501 ai 3.500, al 18,2% dai 3.501 ai 6.000 e al 23,8% oltre i 6.000 euro sempre lordi. I titolari di assegno vitalizio diretto o di reversibilità che hanno un reddito lordo complessivo annuo ai fini Irpef inferiore o pari a 18.000 potranno invece chiedere l’esenzione di tale riduzione temporanea del vitalizio.
Inoltre, in attuazione di alcune disposizioni contenute nella legge di stabilità nazionale 2014, a decorrere dal 1 gennaio 2015 e per un periodo di tre anni, nei confronti dei consiglieri che superano quattordici volte il trattamento minimo Inps è prevista una decurtazione del 6 per cento per la parte eccedente il predetto importo lordo. Tale aliquota cresce fino al 18 per cento se il vitalizio supera di trenta volte il trattamento minimo Inps (che è pari a 501,38 euro mensili nel 2014). I risparmi derivanti da tali misure di contenimento della spesa saranno versati all’entrata del bilancio dello Stato.
Chi ha un doppio vitalizio, inoltre, potrà rinunciare a quello della Regione Lazio: in questo caso gli sarà riconosciuta la restituzione dei contributi versati, purché ne faccia richiesta entro 30 giorni dall’entrata in vigore della nuova legge, senza rivalutazione monetaria o riscossione di interessi. Con la nuove disposizioni il trattamento previdenziale contributivo, introdotto dalla legge 4/2013, non ha più natura obbligatoria. Pertanto, i nuovi consiglieri potranno scegliere di aderire al sistema pensionistico contributivo entro sessanta giorni dalla prima convocazione del Consiglio. Per i consiglieri dell’attuale legislatura alla prima nomina, quelli cioè che non hanno diritto al vitalizio, potranno, se lo vorranno, richiedere la restituzione anticipata dei contributi previdenziali già versati dall’inizio della legislatura (2013) a ogg, rinunciando dunque alla pensione che avrebbero preso a 65 anni. Infine, sarà bloccato per i prossimi tre anni l’adeguamento Istat.

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