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Spirito di squadra e sfrontatezza, la mano di Stellone sul Frosinone

Stellone tifosi Federico CasinelliAlzi la mano chi non ha criticato almeno una volta Roberto Stellone. E adesso alzi la mano chi non si è ravveduto, cambiando idea sull’allenatore del Frosinone. Lo scetticismo intorno al tecnico è man mano scemato. Oggi non si può non avere fiducia in Stellone e, allo stesso modo, nel suo staff.
Perché se il Frosinone è reduce da una promozione in Serie B e un inizio di stagione al di là di ogni più rosea aspettativa, il merito non può non essere anche del suo allenatore. Anzi, senza alcun pregiudizio si può affermare che c’è la firma di Roberto Stellone sotto i successi della squadra.Stirpe Stellone Federico Casinelli
E’ l’allenatore romano ad aver dato un’impronta di gioco tesa costantemente a costruire e non a distruggere, ad attaccare e non a difendersi. Se il Frosinone oggi ha un’idea di gioco, e ce l’ha, il merito è del suo allenatore. Che ha saputo anche creare un gruppo compatto, nel quale gli interessi della squadra vengono molto prima rispetto a quelli individuali. Ecco, è questo il vero trionfo di Stellone: aver saputo costruire uno spogliatoio unito, nonostante in squadra ci siano delle “prime donne” di assoluta grandezza per la categoria. Il tecnico sta riuscendo nell’impresa di coinvolgere ogni giocatore, facendo sentire tutti importanti in questo interessantissimo progetto. Certo, i risultati stanno aiutando l’allenatore: quando le cose vanno talmente bene è pressoché impossibile che ci siano malumori all’interno della squadra. Però la bravura di Stellone nell’aver unito un gruppo di giocatori di tale livello è sotto gli occhi di tutti.
E poi Roberto ha anche un altro merito: quello di continuare a mantenere un profilo basso in un momento oggettivamente positivo. In altri tempi, senza fare nomi, l’allenatore del Frosinone sarebbe stato colto da un impulso di autoesaltazione. Stellone, invece, continua a professare umiltà e di questa sua operazione ne sta beneficiando la squadra. (Gabriele Margani)

Foto di Federico Casinelli

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