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Zingaretti: non bisogna banalizzare il ruolo delle Case della salute

Casa della salute PontecorvoAl termine del dibattito in Consiglio regionale sul decreto che riorganizza la rete ospedaliera del Lazio, il presidente della Regione Nicola Zingaretti ha preso la parola per una replica ai venti interventi che si sono succeduti a partire dalla seduta di lunedì scorso.
«Una interlocuzione, che non finisce certo qui, più che una semplice replica», ha puntualizzato subito Zingaretti. «Sui giornali, come è giusto che sia, finiscono soprattutto scandali e casi di malasanità, sui quali andremo fino in fondo, ma non bisogna mai perdere di vista – ha dichiarato – l’unicità del sistema Lazio: un sistema stremato da una continua lotta per ridurre il disavanzo, portato da 2 miliardi a 200 milioni di euro. E questo continuando ad assicurare ogni anno 26 milioni di prestazioni specialistiche, un milione di interventi, due milioni di accessi ai Pronto soccorso, a fronte di un personale che non viene adeguatamente rimpiazzato per via del blocco del turnover o che non riesce ad essere stabilizzato dopo lunghi periodi di precariato».
«Eppure – ha aggiunto Zingaretti – la sanità laziale resta un polmone produttivo del Paese, una immensa macchina al servizio del rispetto della Costituzione. Attraverso i numerosi decreti emessi ho voluto assumermi la responsabilità in prima persona dell’inversione di rotta rispetto ad un passato contraddistinto dall’assenza di regole, di procedure uniformi, di vera programmazione sociosanitaria, di pagamenti in ritardo ai fornitori, di accreditamenti ai privati lasciati in sospeso». «Tutto questo – ha proseguito – per uscire presto dal commissariamento, ma non certo per tornare a sfasciare la sanità del Lazio; piuttosto per dimostrare che la politica è in grado di risanare e ricostruire un modello fondato sull’innovazione, che tenga i conti a posto senza tagliare servizi e lasciare morire gente per strada».
Zingaretti ha poi accennato agli investimenti in atto in tema di edilizia sanitaria e dotazione strumentale di ultima generazione ad Asl e ospedali. «E non bisogna banalizzare il ruolo delle Case della Salute – ha ammonito -. A Sezze, coinvolgendo diciotto medici di medicina generale, stiamo assicurando un percorso di cura extraospedaliero a tremila pazienti diabetici. A Cassino-Pontecorvo undici medici da mattina a sera sono lì a disposizione, insieme agli infermieri, protagonisti tra l’altro della gestione di interi reparti in tutta la regione».
«Questi risultati positivi sono patrimonio di tutti, perché non sono frutto di un’azione di parte», ha concluso Zingaretti.

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