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Cassinate, la situazione dei lavoratori privi di mobilità e sussidi economici

Lavoro«E’ un atto irresponsabile da parte del Governo, lasciare migliaia di lavoratori e lavoratrici del Cassinate che alla fine del periodo di disoccupazione (ASPI), dopo il licenziamento, non potranno accedere alla mobilità in deroga, in quanto la Regione Lazio, a causa di mancanza di fondi, nel nuovo accordo quadro per il 2015 tra Ente regionale e parti sociali, ha previsto solo il sussidio di cassa integrazione in deroga escludendo la mobilità». Lo afferma Luigi Perduti dell’A.S.La Cobas di Cassino.
«I lavoratori e le lavoratrici del Cassinate – prosegue il sindacalista – resteranno senza il necessario contributo economico per sopravvivere, nell’attesa di una ripresa economica che tarda ad arrivare».
«Nel Cassinate la vicenda, che è di carattere nazionale, è coinvolto un bacino di circa 10.000 lavoratori e rispettive famiglie, che da mesi non percepiscono alcun sussidio economico».
«La questione – afferma ancora l’A.S.La Cobas – assume i toni di allarme sociale, tenuto conto della già drammatica condizione che vive il territorio afflitto da una fase di preoccupante involuzione economica».
«In considerazione di quanto affermato, l’A.S.La Cobas, preoccupata dall’evolversi di una situazione regionale che vede nella mancanza del lavoro per i giovani il suo punto di non ritorno, convoca per il giorno 30 gennaio il Consiglio regionale del Sindacato con l’obiettivo di sottoporre all’attenzione del Governo e della Regione Lazio l’emergenza lavoro nel Cassinate, argomento di principale rilevanza, sul quale chiedere un intervento immediato da parte della cabina di regia istituita dal Governo per la regione».
«Nel corso dell’iniziativa sarà dato ascolto alle richieste dei lavoratori precari del Cassinate», conclude Luigi Perduti.

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