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Gli ex lavoratori della Multiservizi: Iannarilli, Marini e Ottaviani hanno responsabilità morali

Multiservizi«Cosa la Regione vorrà significare con queste citazioni in giudizio? Da tempo si sta giocando sulle responsabilità di quello e quell’altro sui debiti della Frosinone Multiservizi, senza che però alcuno tragga da ciò giustificazione per il problema centrale di questa vicenda: l’esclusione dal lavoro di 304 persone e la esternalizzazione “alla ciociara” dei servizi pubblici, alcuni essenziali». Lo scrive il Comitato di Lotta Frosinone in un comunicato.
«La Regione a guida Polverini, centrodestra, aveva da tempo abbandonato, incautamente, il tavolo della Frosinone Multiservizi – con delibera del 20 maggio 2011 – facendo mancare per un lunghissimo periodo il proprio decisivo peso sulle scelte aziendali. Gli enti rimasti avevano continuato a chiedere che i servizi fossero espletati confermandolo sempre in assemblea dei soci, mentre i lavoratori fornivano la propria forza lavoro con redditi di circa 800 euro, in piena flessibilità», continua la nota.
«Durante le tante assenze – prosegue il Comitato – la Regione, attraverso Sviluppo Lazio, mancò l’occasione dell’azione di responsabilità proposta dal socio Provincia per l’operato inerente proprio la vicenda del licenziamento degli 84, respinta da Frosinone e Alatri, allora maggioranza in assemblea. Dov’era allora “quella” Regione?».
«Fu valutato positivamente – afferma ancora il comunicato – quando “questa” Regione deliberò la propria disponibilità a ripianare il debito per la propria quota parte con delibera GR 122 del 13/3/2014 sui debiti accertati della Multiservizi: furono gli enti allora a negare la loro parte di debiti, nonostante li avessero contratti. “Questa” Regione oggi, tirata per la giacchetta anche dai lavoratori all’interno di un disegno che dovrebbe vedere la ricollocazione della maggior parte di essi con la costituzione di una nuova società, si preoccupa, come in tante altre situazioni, ad esempio per la sanità, purtroppo solo dei parametrici economici che le interessano e dei tagli da effettuare. Cosa ci sia dietro tutto ciò, cioè migliaia di persone e servizi pubblici, quelli no, proprio non li vede».
«La responsabilità ascrivibile ai liquidatori – scrive il Comitato di Lotta Frosinone – è quella di aver seguito pedissequamente le indicazioni degli Enti nonostante non vi fosse una chiara copertura degli appalti? No. Anzi, quella era assumersi una responsabilità davanti a centinaia di famiglie che stavano lavorando e davanti alle rassicurazioni degli Enti che avrebbero dovuto pagare, ma non lo facevano per tempo facendo lievitare i debiti con l’erario, sanzionati pesantemente. La reale responsabilità dei liquidatori è nel non aver ottemperato in alcun modo alla difesa degli interessi della società e dei lavoratori quando Frosinone esternalizzava con le cooperative, imponendo quasi ai lavoratori di andare verso le cooperative mentre gli appalti erano ancora gestiti dalla società».
Il comunicato del Comitato di Lotta Frosinone prosegue: «Le responsabilità degli Enti e degli esponenti di maggioranza e spesso di minoranza non sono solo di carattere economico, sono soprattutto di natura sociale e morale.
Come si può definire l’operato della giunta Iannarilli quando per disperate valutazioni partitiche interruppe i servizi e fece scomparire prima 84 e poi 22 posti di lavoro, minando, come poi purtroppo avvenne, le fondamenta della società tutta?
Come si può definire l’operato della giunta Marini che banchettava incoscientemente mentre la società pubblica andava al disastro?
Come si può definire l’operato della giunta Ottaviani che ha regalato servizi pubblici alle cooperative sociali e mandato a casa centinaia di persone dopo 17 anni, che oggi si erge a moralizzatore: lo “stipendificio” è responsabilità della stragrande maggioranza dei partiti di potere locali che si sono divisi sotto gli occhi di tutti i posti a “stipendio facile” della direzione aziendale. E quale trasparenza c’è stata nella distribuzione dei posti liberati dagli ex lavoratori che non sono rientrati nelle cooperative che gestiscono oggi i servizi, tuttora, molti di essi in proroga?
Gli Enti hanno per tredici anni usufruito di manodopera gratuita ed hanno utilizzato la dote di 20 mila euro a lavoratore prevista dalla legge per la stabilizzazione nella Multiservizi di 214 persone. I lavoratori, quindi, per 10 anni hanno lavorato senza contributi e hanno perso, all’atto della chiusura della società, il posto di lavoro e il loro iniziale investimento, allegramente gestito dalle cooperative sociali.
Provincia, Comune di Frosinone e Comune di Alatri continuano ancora oggi a giocare a nascondino, non solo tentando di tenere lontano le responsabilità debitorie, ma soprattutto nei confronti del futuro dei lavoratori da loro e per loro impegnati per lunghi 17 anni.
Eppure, lo si ripete da tempo, la strada indicata dai lavoratori sarebbe l’unica perseguibile proprio per evitare il disastro economico e quello sociale. La ricollocazione dei lavoratori darebbe modo di aprire transazioni con i lavoratori creditori che volessero essere riassunti; metterebbe la parola fine alle centinaia di cause contro le cooperative e l’ente Comune di Frosinone tuttora in corso.
Inoltre, ad oggi ancora non è chiara la situazione del fallimento della società: se per qualche remoto – e giusto – motivo il tribunale fallimentare non ne dovesse riconoscere la fallibilità allora ne vedremo delle belle, poiché allora gli Enti dovranno realmente ripianare i debiti.
I lavoratori si troveranno in assemblea martedì 13 gennaio in Provincia alle 16».

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