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I lavoratori dell’agenzia Frosinone Formazione: schifati dal teatrino di Iannarilli e degli altri politici

Agenzia Frosinone Formazione«In questi giorni abbiamo assistito schifati al solito teatrino della politica da parte dei signori Iannarilli, Di Cosmo, Mignanelli, ecc., in merito alle problematiche dell’Agenzia». E’ l’inizio di una lettera aperta, destinata alle Istituzioni, scritta dai lavoratori dell’Agenzia Provinciale “Frosinone Formazione”.
«Ampie pagine di giornali sprecate – prosegue la lettera – per dimostrare ognuno le proprie ragioni attraverso accuse reciproche e diffamazioni; nessuno di loro, però, si è preoccupato di spendere due parole a favore degli studenti e dei dipendenti, di suggerire soluzioni o di impegnarsi in modo concreto per far in modo che la Regione Lazio proceda ad erogare le risorse già impegnate pari a circa 4.000.000 di euro con DGR 589 del 12 settembre 2014 e di queste a trasferire almeno quelle per cui è stata già prevista l’erogazione con determinazione G15249 del 30/10/2014 di 1.331.249,08 euro relative ai fondi ministeriali, necessarie per ricondurre l’Ente verso una corretta gestione, nella consapevolezza del valore da riconoscere al ruolo sociale dell’Agenzia e nella condivisa percezione della responsabilità istituzionale nei confronti dei circa 900 allievi minori in obbligo di istruzione ed inoltre per pagare gli stipendi a noi lavoratori. Occorrerebbe dire a questi signori che è giunto il momento di deporre realmente i personalismi, che mai hanno a che fare con il bene comune, e di mettere in campo un supplemento di reciproca lealtà e una dose massiccia di buon senso per raggiungere il risultato, non di individui, gruppi politici o categorie, ma del nostro territorio. Davanti al disconoscimento reciproco, alla denigrazione vicendevole e a quella divisione astiosa che a noi osservatori appare l’anticamera dell’implosione, al punto da declassare i problemi reali e le urgenze obiettive del nostro territorio, noi ci opponiamo fermamente. E’ ora di voltare pagina. Vi ricordiamo che mentre voi litigate e vi pavoneggiate, la disoccupazione aumenta ed il nostro territorio perde opportunità. Ci sono colleghi che non hanno più i soldi per pagare le bollette e per sfamare i propri figli e che non possono più recarsi sul posto di lavoro perché non hanno i soldi per pagarsi le spese di viaggio. Spesso ci siamo chiesti se fosse opportuno bloccare le attività didattiche, ma siamo educatori e per il nostro senso di responsabilità abbiamo deciso di non farlo. Però non rinunceremo alle nostre azioni di lotta legali, ci recheremo presso le sedi istituzionali durante i Consigli comunali e provinciali, presso le sedi dei partiti politici per rivendicare con forza le nostre ragioni e soprattutto quelle dei nostri studenti. Strapperemo le nostre tessere disillusi da questa politica che ormai da anni non risponde più alle esigenze dei cittadini, ma persegue altre logiche. Appare assurdo che i nostri politici locali, che ricoprono cariche anche importanti sia in seno al Consiglio regionale, quali il presidente della Commissione bilancio ed i vari consiglieri, sia in seno al Parlamento ed al Senato, non riescano a trovare idonee soluzioni e ad essere più incisivi presso le Istituzioni di cui fanno parte. Occorre ricordare a questi signori, che hanno un incarico pubblico, che è necessario che rispondano con senso del dovere e rispetto alle esigenze di tutti i cittadini, al di là delle appartenenze politiche, con obiettività e raziocinio. Ci preoccupano le parole del presidente Pompeo, il quale in occasione dell’incontro del 20 gennaio ha sintetizzato una situazione davvero difficile ai rappresentanti dei lavoratori, poiché attualmente la Regione non ha ancora esplicitato se le competenze sull’Agenzia resteranno, in deroga, alla Provincia. Di fatto, la Formazione non fa parte delle deleghe che la Legge Delrio attribuisce alle Province. Inoltre, il presidente ha sottolineato che la situazione finanziaria della Provincia è talmente grave che se non interverranno novità entro pochi mesi l’Ente non sarà più in grado di erogare servizi per mancanza delle risorse finanziarie. Abbiamo apprezzato lo sforzo del presidente, il quale ha detto che a breve saranno pagate le mensilità di novembre e dicembre – ma che ancora ad oggi non sono state pagate – e nel convocare subito un tavolo tecnico per affrontare la problematica delle cause di lavoro, ma ciò non basta, non si può vivere senza certezze; quindi, occorre che la Provincia assuma una posizione forte e decisa nei confronti della Regione affinché provveda in tempi brevi ad erogare le risorse finanziarie e che si decida ad approvare la nuova legge sulla formazione professionale, nonché ad aprire un confronto diretto con la Provincia per fare fronte comune rispetto ad una necessaria riorganizzazione degli enti locali e delle loro competenze. Proponiamo, quindi, che venga convocato urgentemente un Consiglio provinciale ad hoc, durante il quale i politici locali in nostra presenza dovranno dire quali saranno le iniziative e gli impegni che assumeranno anche nei confronti del governo centrale, per risolvere tali problematiche; inoltre, chiediamo che si organizzi in tempi brevi una manifestazione di protesta presso il Consiglio regionale con la partecipazione di tutti i lavoratori delle varie società pubbliche e private presenti sul territorio provinciale che da anni aspettano risposte serie ed efficaci».
Poi la lettera si rivolge in particolare al Prefetto e al Vescovo: «Noi lavoratori facciamo appello a Lei Signor Prefetto e a tutti i politici di destra e di sinistra, alle parti sociali e soprattutto a Lei Sua Eccellenza Vescovo di Frosinone, affinché si faccia chiarezza ed ordine e si percorra la strada della legalità e della giustizia, con cristiana obiettività e serietà».
«Occorre uno sforzo comune da parte di tutti coloro che governano il nostro territorio, affinché si metta fine a questa assurda commedia ed è oggi più che mai necessario che tutti comincino a lavorare insieme per la salvaguardia dei diritti dei cittadini e dei posti di lavoro per gettare le basi per un futuro migliore», conclude la lettera aperta dei lavoratori dell’Agenzia Provinciale “Frosinone Formazione”.

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