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La scure della Legge di stabilità sulle auto d’epoca, una decisione che penalizza un intero settore

CamefCome oramai noto, la Legge di Stabilità ha disposto l’abolizione delle agevolazioni per il bollo sulle vetture già certificate auto storiche e sulle vetture ultraventennali (auto dai 20 ai 29 anni).
Questo comporterà, dallo scorso 1 gennaio, il pagamento del bollo in misura intera per tutti quei veicoli che grazie ai requisiti di ottimo/buono stato di conservazione e di originalità certificata erano classificate auto storiche.
Molte Regioni, però, hanno ragionevolmente deciso di non attuare i provvedimenti previsti dalla Legge di Stabilità, ma hanno con coraggio e intelligenza confermato le agevolazioni.
Il provvedimento calato dall’alto, infatti, comporterà per i territori e gli appassionati gravi ripercussioni economiche. Questo è lo scenario che dovremmo affrontare qualora non si faccia un passo indietro:
1. Oltre a dover pagare un bollo che spesso si avvicina al valore economico dei mezzi storici, gli appassionati si troveranno a demolire o a vendere i loro mezzi (sicuramente all’estero, dove il mercato è meno tartassato e vivo), depauperando il nostro patrimonio culturale;
2. Il mondo dell’auto storica crea lavoro nei circa 300 club federati A.S.I. d’Italia, a cui vanno aggiunti anche i club Lancia, Alfa Romeo, Fiat e FMI che certifica le moto;
3. Produce 2.500 eventi sul territorio nazionale, creando economia grazie all’indotto formato di artigiani (meccanici, carrozzieri, tappezzieri) e ricambisti che su tale passione vivono: per mantenere e conservare un veicolo storico il lavoro deve essere costante;
4. Organizza fiere di settore (Roma, Bologna, Padova per citarne alcune), con milioni di frequentatori l’anno anche dall’estero;
5. Gli eventi arricchiscono i territori portando economia, dando lavoro a ristoratori, albergatori, benzinai e pubblici esercizi;
6. Mondo dell’editoria, creato dalle molte riviste specializzate che scrivono di questa passione.
Importante porre l’accento sul fatto che i conteggi fatti dalla Ragioneria dello Stato sul recupero di liquidità derivante dal pagamento del bollo in misura intera non sembrano per nulla attinenti al vero.
Infatti, secondo i dati diffusi da Sticchi Damiani, presidente A.C.I., i veicoli che sarebbero agevolati sono quattro milioni.
Noi, dati alla mano, come ente federato ASI (club con il maggior numero di soci), possiamo invece produrre un calcolo che aggiornato al 31 dicembre scorso si aggira, dopo 30 anni di attività, su circa 375 mila veicoli certificati e ancora circolanti.
Quelli di cui parla Sticchi Damiani sono solo mezzi vecchi, mai certificati e che evidentemente evadono il bollo o a cui non è richiesto il pagamento in misura intera come dovrebbe essere, da parte dell’organo preposto che appunto è l’ACI.
Le auto certificate ASI sono vetture esaminate da commissari tecnici di club che ne attestano l’originalità e l’effettivo ottimo/buono stato interno esterno: gli stessi soci firmano dichiarazioni che i mezzi storici saranno adoperati per puro spirito hobbistico e mai per uso professionale.
Se alcuni soci vanno al di là di tale uso, la responsabilità non può ricadere sull’ente certificatore e ancora di più sui moltissimi appassionati del settore che, spesso, con sacrificio mantengono viva questa cultura.
A chi pensa che le auto storiche siano “cosa da ricchi” vogliamo smentire. Le auto storiche sono passione di ogni uomo e donna – sì, donna – che lavora in diversi ambiti: operai, infermieri, vigili del fuoco, commessi e tanti altri mestieri, passione tramandata dal nonno o dal padre e che magari conservano con estremo sacrifico, visitando le mostre scambio per pezzi di ricambi o mercatini per il pezzo che devono sostituire, investendo tempo e denaro alla ricerca di pezzi di altri tempi spesso introvabili.
Sulla premessa il C.A.M.E.F. – Circolo Auto e Moto d’Epoca Frusinate, nella persona del presidente Mariano La Pietra e di tutti i consiglieri e soci del sodalizio, ringrazia l’onorevole Mario Abbruzzese che con un atto concreto, scrivendo all’assessore regionale alle Politiche del Bilancio, Demanio e Patrimonio, onorevole Sartore, ha chiesto che sia mantenuto il regime fiscale agevolato. L’onorevole Abbruzzese ha compreso il grave danno economico e culturale che un regime fiscale intero produrrebbe sull’intero territorio della regione Lazio, vanificando l’entrata fiscale nelle casse della Regione, che la Legge di Stabilità auspica. La Legge di Stabilità ha deliberato, ma in tema di bolli la fiscalità è di competenza regionale.
Ci auguriamo che il nostro lavoro non venga vanificato da valutazioni errate e che la Regione presto decida con coraggio per il bene di migliaia di cittadini, imprese e lavoratori che vivono di questa passione. (C.A.M.E.F. – Circolo Auto e Moto d’Epoca Frusinate)

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