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Regione, all’esame la soppressione dell’Agenzia per i trapianti

Regione LazioSaranno ascoltati in audizione lunedì prossimo il commissario straordinario dell’Agenzia regionale del Lazio per i trapianti e le patologie connesse (Art), Carlo Umberto Casciani, e il responsabile della Cabina di regia del servizio sanitario regionale, Alessio D’Amato. E’ quanto ha stabilito la commissione Bilancio del Consiglio regionale, presieduta da Mauro Buschini, al termine della seduta convocata per l’esame della proposta di legge per la soppressione dell’Art, d’iniziativa dei consiglieri del Movimento 5 Stelle.
Secondo i proponenti la cancellazione dell’Art dalla mappa delle partecipazioni regionali e la riallocazione delle sue funzioni alla direzione regionale competente in materia di politiche sanitarie dovrebbero portare un risparmio per la Regione, grazie alla riduzione dei costi connessi agli organi e alle consulenze.
Il bilancio di previsione 2015 dell’Agenzia è di 2 milioni e 594 mila euro, come ha ricordato l’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore, la quale ha voluto anche rammentare la relazione presentata a suo tempo dalla Giunta per arrivare alla soppressione dell’Art. La liquidazione dell’Agenzia regionale per i trapianti era prevista anche da un emendamento presentato dal capogruppo del Pd, Marco Vincenzi, alla proposta di legge in materia di spese del personale regionale discussa lo scorso 14 novembre in Consiglio. Tale emendamento era stato, però, poi ritirato nel corso dei lavori dell’Aula.
La richiesta di procedere alle audizioni è stata avanzata da Francesco Storace «perché – ha spiegato – voglio essere convinto fino in fondo che sia giusto sopprimere questa agenzia».
«Procediamo con le audizioni per esaminare a fondo i temi e le problematiche relativi alla soppressione dell’Agenzia per i trapianti – ha dichiarato a conclusione dei lavori il presidente della commissione Bilancio, Buschini -. Le funzioni in un campo importantissimo come quello dei trapianti resteranno comunque vive all’interno della Regione: è questo un ulteriore passo nell’iter di razionalizzazione dei servizi ai cittadini».

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