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Servizio idrico, Sel di Ferentino presenta una mozione per la risoluzione contrattuale con Acea

Acea«L’acqua rappresenta una fonte di vita, un bene comune dell’umanità, il bene comune universale, indispensabile, che appartiene a tutti. Il Diritto all’acqua è un diritto inalienabile e di conseguenza l’acqua deve essere considerata un bene comune in conformità ai principi costituzionali, comunitari ed in ossequio alla volontà popolare espressa con referendum nel giugno 2011. Questi principi, però, non sembrano trovare attuazione nel Comune di Ferentino e nella Provincia di Frosinone. Infatti, la gestione del servizio idrico per i cittadini ciociari è diventato un vero incubo a causa dei disservizi e delle esose fatturazioni, tutto ciò con il benestare di gran parte della classe politica». Lo scrivono in un comunicato Manuel D’Onofri, segretario di Sel di Ferentino, e Marco Maddalena, capogruppo di Sel al Comune di Ferentino.
«Per tutto ciò – prosegue la nota – riteniamo necessaria un’azione forte e decisa che trovi una soluzione definitiva a questo problema, vista l’inerzia del sindaco Antonio Pompeo. A tal proposito abbiamo prodotto una mozione per il prossimo Consiglio comunale che ponga lo stesso Consiglio e il sindaco di fronte ad una decisione seria e definitiva. Nella mozione consiliare si impegna il sindaco a convocare una Conferenza dei Sindaci dell’Ato5 dove deliberare la risoluzione per colpa della Convenzione di Gestione sottoscritta con il gestore privato del servizio idrico Acea».
«Tale proposta – proseguono i due esponenti di Sel – non nasce da una semplice critica, ma da una serie di fattori giuridici che sottolineano in maniera chiara come il gestore privato del servizio idrico non abbia adempiuto agli oneri del contratto da lui sottoscritto, come il fatto che non è ancora in grado di garantire, in tutto il territorio dell’Ato5 e del comune di Ferentino, la regolarità e la continuità della fornitura idrica, la manutenzione degli impianti e della rete, la qualità dell’acqua e i livelli minimi di servizio. Disservizi che vengono pagati cari dagli utenti che si trovano non solo aumenti nella tariffa del consumo, ma anche salati conguagli “prescritti” relativi agli anni 2006-2011».
«La proposta di delibera, inoltre, contiene l’impegno al sindaco, quale Autorità sanitaria e di Pubblica Sicurezza, di diffidare il gestore con formale ordinanza dall’asportazione del contatore ad utenti che abbiano avviato un contenzioso con il gestore o che si trovino in casi di morosità incolpevole o che riguardino utenze che servono persone particolarmente fragili (malati, bambini, anziani) e di ordinare, nei casi di distacco avvenuti, al gestore il riallaccio dell’utenza nelle ventiquattro ore successive e, in caso di inerzia del gestore, oltre all’assunzione degli atti conseguenti, a provvedere direttamente al riallaccio dell’utenza con la collocazione di un nuovo contatore, addebitandone le spese al gestore», scrivono D’Onofri e Maddalena.
«Questa mozione nasce dall’impegno e dal gran lavoro dei Comitati cittadini in difesa dell’Acqua Pubblica ed è condivisa da diverse anime della città. Infatti è stata già sottoscritta, oltre dal primo firmatario e proponente il consigliere comunale Marco Maddalena, anche dagli altri consiglieri Maurizio Berretta, Gianni Bernardini e Marco Valeri, che da subito hanno espresso piena condivisione. Vista l’importanza dell’argomento invitiamo anche gli altri consiglieri a sostenere tale vertenza. Da questo momento partiremo con una campagna informativa su tutta Ferentino per far comprendere le motivazioni della nostra scelta e far sì che possa avere buon esito», conclude il comunicato.

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