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Tagli ad Ater, consorzi di bonifica e per lo sviluppo industriale: 361 poltrone in meno nel Lazio

AterLa commissione Bilancio e la commissione Affari costituzionali e statutari del Consiglio regionale si sono riunite oggi per ascoltare le relazioni della Giunta, propedeutiche alle leggi di riordino delle Aziende territoriali per l’edilizia residenziale pubblica (Ater), degli enti parco, dei consorzi di bonifica e di sviluppo industriale, così come è previsto dalla prima spending review regionale, in attuazione della normativa nazionale in materia di riduzione dei costi della politica.
L’assessore alle Infrastrutture, alle politiche abitative e all’ambiente, Fabrizio Refrigeri, ha illustrato le relazioni della Giunta sul riordino delle Ater, dei consorzi di bonifica e degli enti parco. L’assessore alle Attività produttive, Guido Fabiani, è invece intervenuto sul piano di riordino dei consorzi per lo sviluppo industriale.
Ecco, in sintesi, le modifiche agli attuali assetti prospettate dalla Giunta.
Ater: accorpamento delle sette aziende attuali in un unico soggetto con direzione generale a Roma e cinque uffici territoriali corrispondenti ai capoluoghi di provincia; riduzione dei membri dei consigli d’amministrazione da 49 (attualmente le Ater sono commissariate) a 5; riduzione del numero dei revisori dei conti da 21 a 3 effettivi e da 14 a un solo supplente; azzeramento dei componenti dei comitati tecnici (da 42 a 0); risparmio di spesa stimato: non inferiore ai due milioni di euro annui.
Consorzi di bonifica: istituzione di due soli consorzi (uno per il Lazio Nord e uno per il Lazio Sud) in sostituzione dei dieci consorzi di bonifica esistenti, svolgendone le funzioni, i compiti e succedendone in tutti i rapporti giuridici attivi; i componenti dei consigli di amministrazione passerebbero così dagli attuali 110 a 22; i membri del comitato esecutivo da 30 a 6; dei 20 revisori dei conti attuali ne resterebbero soltanto 2; risparmio stimato non inferiore a un milione di euro l’anno, derivante dalla soppressione di 130 poltrone.
Enti parco: fermo restando il numero (13), la proposta di legge di modifica del sistema degli enti parco dovrà mirare a una riduzione dei componenti dei consigli direttivi che passerebbero da 91 a 39 e dei componenti dei collegi dei revisori dei conti che passerebbero da 39 a 13; la stima dei risparmi è pari a 870 mila euro l’anno, di cui 340 mila derivanti dalla soppressione dell’Agenzia regionale dei parchi (Arp).
Consorzi per lo sviluppo industriale: nella relazione della Giunta si ipotizzano tre consorzi, anziché gli attuali cinque; i componenti dei consigli d’amministrazione dovrebbero passare da 35 a 9 o 15 al massimo; i componenti dei collegi sindacali da 25 a 15; il risparmio atteso è pari a 500 mila euro l’anno.

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