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Atto aziendale Asl Frosinone, audizione Mastrobuono: “Disorganizzazione e illegalità prima del mio insediamento”

Isabella Mastrobuono«All’atto del mio insediamento ho constatato che non erano state recepite le più elementari innovazioni come il “day surgery” e il “week surgery”; ho registrato una completa assenza di integrazione sociosanitaria e una diffusa illegalità a tutti i livelli». Il direttore generale della Asl di Frosinone, Isabella Mastrobuono, ha iniziato con queste parole l’audizione sul nuovo Atto aziendale in commissione Politiche sociali e Salute del Consiglio regionale. Audizione che proseguirà la prossima settimana, come comunicato dal presidente Rodolfo Lena prima dell’aggiornamento dei lavori.
L’incontro odierno è stato dedicato all’illustrazione del documento di Autonomia aziendale da parte del management della Asl. «Il nostro personale ha un’età media molto alta: su 3.943 unità sono circa 650 i lavoratori che presentano limitazioni funzionali», ha spiegato Mastrobuono, completando la presentazione del contesto all’interno del quale verrà calato il nuovo Atto. Rispetto ai 977 posti letto disponibili, vengono configurate 115 Unità operative semplici (erano 273) e 88 Unità operative complesse (erano 142).
Con il documento presentato oggi la Asl intende riorganizzare l’offerta assistenziale, in particolare potenziando l’area dell’assistenza territoriale e introducendo modelli organizzativi alternativi al ricovero ordinario in ambito ospedaliero. «Intendiamo affermare il principio fondamentale della centralità del cittadino – ha precisato il direttore generale – nonché il principio della libera scelta del luogo di cura ed equità di accesso».
La Asl Frosinone, su cui insistono 91 Comuni, per un bacino di utenza di poco meno di 500 mila abitanti, distribuiti in quattro Distretti sanitari, è caratterizzata da un territorio internamente disomogeneo e con alcune zone poco collegate ai nodi centrali della provincia. «Questa conformazione – ha spiegato Mastrobuono – ha fatto sì che negli anni siano stati istituiti molti presidi sanitari, che hanno contribuito a sviluppare una forte frammentazione dell’offerta e non hanno, peraltro, evitato un’elevata mobilità passiva nei confronti della vicina metropoli o di città delle province limitrofe».
«La grande quantità di piccoli presidi ospedalieri, ora in dismissione e riconversione – ha aggiunto il direttore generale – è lo specchio del transito tra una visione parcellizzata del territorio ed una visione unitaria e complessiva. L’eccessivo e spesso inappropriato ricorso all’ospedalizzazione è stato motivato anche da una parziale carenza di organizzazione capillare delle cure primarie e di attenzione all’integrazione sociosanitaria».
Nelle intenzioni del nuovo management sono programmate le azioni di riconversione in strutture di diversa intensità assistenziale (Casa della Salute, centri diurni, centri terapeutici riabilitativi) di alcuni ospedali dismessi. Parallelamente viene sviluppata la rete di riorganizzazione delle cure primarie che vede i medici di medicina di base e i pediatri di libera scelta coinvolti direttamente nel processo di cura e presa in carico.
Tre i poli ospedalieri individuati dal nuovo Atto: Frosinone-Alatri, Sora e Cassino.
Per quanto riguarda il presidio di Anagni è stato formulato un piano di riorganizzazione delle attività, dei servizi e delle prestazioni che prevede, in sintesi, un poliambulatorio specialistico, una postazione per gli screening oncologici, un centro dialisi, un laboratorio analisi per le emergenze, una radiologia dotata di sistemi di teleconsulto e telediagnosi, l’attivazione del “day service”, della “day surgery” e della chirurgia ambulatoriale, un punto di primo intervento h24 con posti letto di Osservazione Breve Intensiva (Obi) e un centro per la sorveglianza sanitaria ed epidemiologica sulle problematiche della Valle del Sacco.
La direzione della Asl di Frosinone, al termine della relazione introduttiva, ha, inoltre, rivendicato una serie di iniziative poste in essere o attualmente in corso. Per citarne alcune: realizzazione della Casa della Salute di Pontecorvo, prossima attivazione dell’Hospice di Isola del Liri, del Centro Diurno Alzheimer di Atina e della Casa della Salute di Atina. In campo epidemiologico introdotte le attività di screening mammografico, del tumore del colon-retto e della cervice uterina. Annunciata, infine, entro il prossimo giugno, l’istituzione della Casa della Maternità presso il presidio ospedaliero di Alatri e l’apertura – prevista lunedì 30 marzo – della Residenza per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria (Rems) di Pontecorvo.

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