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Frosinone, altri servizi sanitari soppressi allo “Spaziani”

Ospedale Frosinone«Tutti i laboratori privati, convenzionati e non, possono stare tranquilli. Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi l’aumento dei profitti è garantito. Dopo la prospettata chiusura dei centri di prelievo periferici, sarà chiuso, entro il 20 aprile prossimo, un altro importante servizio ospedaliero: quello di citogenetica, che sarà soppresso perché ritenuto inadeguato». Lo afferma Francesco Notarcola, presidente della Consulta di Frosinone e presidente dell’Associazione “Osservatorio Peppino Impastato”, organi aderenti entrambi al Coordinamento sanità.
«Questo importante servizio – prosegue Notarcola – ha eseguito fino ad oggi esami di midollo osseo per l’ematologia e i cosiddetti cariotipi, cioè esami cromosomici su coppie per varie patologie e sui nascituri provenienti dai vari ospedali della provincia per accertare o meno l’esistenza di patologie mongoloidi. Occorre sottolineare che un esame di questo tipo in un laboratorio privato viene a costare 300 euro, mentre presso la struttura pubblica costa soltanto 70 euro».
«Dal 20 aprile – afferma il presidente della Consulta delle associazioni – coloro che avranno bisogno di questi esami dovranno recarsi a Roma presso l’ospedale San Pietro, in quanto convenzionato».
«Fino ad oggi – spiega Francesco Notarcola – questo servizio è stato considerato da tutti eccellente e di ampia soddisfazione. Per l’Asl è stato un servizio attivo anche dal punto di vista economico, in quanto il costo del personale e dei prodotti reagenti era irrisorio. I macchinari sono stati sempre controllati periodicamente e sempre omologati dagli enti competenti».
«Ancora una volta – è l’amaro sfogo del rappresentante delle associazioni di Frosinone – si sopprime un servizio importante e si creano enormi difficoltà ai cittadini del capoluogo e di questa provincia. Alla direzione generale dell’Asl, che è sempre prolifica in fatti di comunicati e di rettifiche, chiediamo informazioni e delucidazioni sui costi sostenuti per la ristrutturazione dei locali del laboratorio analisi dell’Umberto I che avrebbe dovuto ospitare il nuovo centro prelievi dell’Asl. Centinaia di migliaia di euro? Milioni? Anche per acquistare arredi (tende, scrivanie, sedie, ecc.)».
«Dopo aver speso tanto tempo e tanto denaro – continua ancora Notarcola – la direzione generale dell’Asl ha deciso di trasferire il centro prelievi dall’Umberto I di viale Mazzini alla palazzina Q di via Armando Fabi».
«Qui – afferma il presidente della Consulta – sono stati ristrutturati altri locali con altri costi. E i cittadini pagano in termini di servizi scarsi, disagio e spese inopportune».
«Tanta capacità manageriale non si era mai vista. Grazie per tutti i servizi che ogni giorno sopprimete. Grazie onorevole Zingaretti per questa particolare attenzione che la Regione Lazio ha per i cittadini di questa provincia», conclude con amara ironia Francesco Notarcola.

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