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Frosinone, quel senso di ingiustizia che sta unendo i tifosi

Frosinone Curva Nord Federico CasinelliForse neppure il 7 giugno 2014 o l’11 giugno 2006, nei giorni delle due promozioni in Serie B, i tifosi del Frosinone si sono sentiti così… tifosi. L’amarezza, la frustrazione, l’impotenza di fronte alla sentenza shock del Giudice Sportivo, che ha fatto seguito all’arbitraggio di sabato contro la Virtus Entella, sono sensazioni che ogni sostenitore giallazzurro sta in questo momento vivendo. Non c’è un solo tifoso che non provi delusione e rabbia per quanto successo negli ultimi giorni. E in città anche coloro che non seguono abitualmente il calcio sono rimasti negativamente sorpresi da tanto accanimento nei confronti del Frosinone. Il frusinate – e più in generale il ciociaro – non è incline al vittimismo, ma quando subisce un torto tende a non chinare la testa e reagisce con fierezza e determinazione, come aveva già scritto Tito Livio due millenni fa.
E allora l’ingiustizia subita un risultato positivo lo ha prodotto. Intendiamoci, sarebbe stato meglio se la strada del Frosinone non avesse mai incrociato quella dell’arbitro Aureliano, un direttore di gara talmente mediocre che nel calcio italiano guidato dalla “triade” Tavecchio-Lotito-Macalli farà di sicuro carriera in Serie A. Gianluca Aureliano, il designatore della Can di Serie B Stefano Farina, il Giudice Sportivo Emilio Battaglia sono, però, riusciti a compattare l’intero ambiente giallazzurro: i tifosi stanno facendo quadrato e tutti loro si stanno stringendo intorno alla squadra e alla società.
Ecco, l’ingiustizia ha reso il Frosinone più forte, perché adesso è più unito che mai. E per l’obiettivo dei play-off questa compattezza potrebbe fare la differenza. (Gabriele Margani)

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