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La Consulta delle associazioni: “Per gli amministratori di Frosinone la cultura è legata al cemento”

Anfiteatro viale Roma«Il sindaco di Frosinone ha recentemente affermato che “la cultura può e deve essere il volano del rinascimento di Frosinone e di tutta la Ciociaria”. E siamo d’accordo. La cultura, a nostro parere, non può fermarsi, però, alla semplice ordinaria organizzazione di uno spettacolo teatrale o musicale. Sarebbe un limite imperdonabile». Lo afferma Francesco Notarcola, presidente della Consulta delle associazioni della città di Frosinone.
«La Città, per avere un futuro, ha bisogno di far crescere la sua qualità della vita e la sua economia, realizzando il forte desiderio di modernità dei suoi abitanti».
«Una prospettiva siffatta – prosegue Notarcola – necessita di una gestione della cosa pubblica trasparente e partecipata. Una forte intesa tra associazioni, cittadini ed amministratori al fine di promuovere ogni possibilità di impegno e di ricerca per valorizzare un immenso patrimonio archeologico e di bellezze ambientali».
«Mentre i cittadini, da sempre, hanno compiuto passi da giganti sul piano culturale, promuovendo il realizzarsi quotidiano di eventi culturali importanti per arrestare il degrado ed il saccheggio del territorio, gli amministratori di questa Città sono rimasti ancorati ad un concetto di cultura e di progresso legato al cemento, opponendosi alle proposte dell’associazionismo e dei cittadini, privilegiando il rapporto con i ceti dominanti».
«Questa concezione della cultura della gestione del potere pubblico – afferma il presidente della Consulta delle associazioni – ha fatto di Frosinone la città più inquinata d’Italia, ma anche il capoluogo più inquisito del nostro Paese, dove prevalgano gli scandali e la corruzione».
«La cultura – spiega Francesco Notarcola – detta la necessità di porre fine alla radicata “cultura” del  cemento e del mattone. Quest’ultima ha fortemente danneggiato il capoluogo ed i suoi cittadini, costruendo una città anarchica che ha distrutto valori e bellezze del territorio e del centro storico, abbandonato al degrado e alla desolazione, dove la sporcizia la fa da padrona».
«Una città che non cresce, dove vi sono migliaia di negozi e di appartamenti sfitti, non ha bisogno di altri mostri di cemento. Chi si abbandona a teorizzare simile prospettiva opera attivamente contro la Cultura e contro gli interessi del capoluogo».
«Nei giorni scorsi, effettuando semplici scavi per collegare cavi elettrici, sono venuti alla luce altri interessanti reperti archeologici nella zona De Matthaeis».
«Ancora una conferma – continua il presidente della Consulta – che questo sito contiene ricchezze inestimabili che gli amministratori di ieri e di oggi continuano ad ignorare, permettendo agli speculatori di aggredire e violentare il territorio con nuove, vergognose, inutili colate di cemento armato».
«È strano – incalza Notarcola – che coloro che dicono di amare la cultura non muovano un dito per permettere, finalmente, a questa città di valorizzare e fruire delle terme romane ancora seppellite sotto un parcheggio».
«Se veramente si ama la città e la cultura – prosegue ancora il rappresentante della Consulta delle associazioni – occorrerebbe promuovere la valorizzazione di tutti i reperti archeologici rinvenuti dagli anni ’60 fino ad oggi, finiti chissà dove e di cui i cittadini ignorano esistenza e significati».
«A questi fini il Consiglio comunale di Frosinone – ricorda infine Notarcola – ha votato all’unanimità la delibera n° 32 del 14/09/2011, proposta dai cittadini, a norma dell’art. 54 dello Statuto, dove sono indicati tutti i punti per promuovere ricerca, valorizzazione e tutela dei beni archeologici e per arrestare l’aggressione del territorio. Sarebbe sufficiente attuare la delibera. La cultura non si promuove rinunciando e cancellando dal programma delle opere pubbliche il progetto, già finanziato, per la “sistemazione del Museo archeologico”, dirottando i fondi al nuovo stadio comunale. Con un atto simile non ci si schiera a favore della crescita della cultura e della qualità della vita».

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