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La mafia vista dalla televisione, il libro di Andrea Meccia presentato a San Giovanni Incarico

Andrea MecciaDomenica a San Giovanni Incarico, presso il centro polivalente di via Vignali, alle 17:30, l’Associazione Culturale L’Indifferenziato presenterà il libro “Mediamafia-Cosa Nostra tra cinema e tv”. L’evento inizialmente era in programma il 1 marzo. All’incontro sarà presente anche l’autore dell’opera: il giovane scrittore di Cervaro Andrea Meccia. Il saggio narra quaranta anni di mafia siciliana visti attraverso la prospettiva del mondo cinematografico e dei mass media. Un libro che si può definire sempre più necessario a causa dell’eccessiva enfatizzazione e mitizzazione delle vicende legate a questa spinosa tematica. L’opera di Meccia riesce a fornire un giudizio chiaro ed oggettivo sulla vicenda, rigettando sia l’idea dell’adesione in blocco e senza filtri alla rappresentazione cinematografica e televisiva del fenomeno mafioso, sia l’opinione di quelli che la rifiutano in blocco.
Anche per questo “L’Indifferenziato” ha deciso di continuare il suo approfondimento sulla legalità e sull’impegno civile, proprio con la presentazione di questo saggio. «Dopo anni in cui c’è stato solo il silenzio sulla mafia, assistiamo oggi ad una produzione elevatissima di film, fiction, documentari e serie tv sulle organizzazioni criminali che imperversano nel nostro Paese. Se l’informazione rischia di diventare show, su cosa fonda le sue conoscenze l’opinione pubblica? E’ esatta l’idea di “mafia” presente nelle nostre menti? Quanto è forte il rischio dell’emulazione e dell’enfatizzazione delle leggende dei padrini? Questa è la riflessione principale che ci ha spinto a realizzare questo incontro», dichiara il presidente dell’Associazione, Umberto Zimarri.Andrea Meccia1
«”Mediamafia”, dunque, non vuole essere l’ennesimo libro sulla mafia, ma vuole analizzare la sua rappresentazione nella macchina mediatica, guardando al contempo le relazioni tra l’individuo e la società. Qual è il metodo utilizzato da questo viaggio nei mass media? L’autore grazie alle sue elevate competenze e conoscenze ricerca dichiarazioni di politici, analizza i testi delle canzoni, non si limita a elencare le pellicole o i programmi tv, ma spinge la sua analisi fino al senso ultimo delle opere e delle trasmissioni considerate. Lo stile è sempre fluido e scorrevole, ma non per questo superficiale. Meritano una nota speciale le splendide interviste a Letizia Battaglia e Roberto Scarpinato», continua a spiegare Zimarri.
Andrea Meccia è un comunicatore e insegnante di italiano per stranieri. Attualmente si occupa essenzialmente di formazione e di Media Education e proprio questo dettaglio emerge chiaramente nelle pagine del suo libro, in quanto uno dei naturali sviluppi di quest’opera è proprio quello di divenire fonte per un percorso educativo dedicato ad insegnati e ragazzi. Tra le esperienze lavorative dell’autore è bene sottolineare la collaborazione con Repubblica.it (sezione Inchieste). E’ stato tra l’altro uno degli autori di “Strozzateci Tutti” (Aliberti, 2010) e “Novantadue. L’anno che cambiò l’Italia” (Castelvecchi, 2012). Riguardo il libro in oggetto, dichiara: «Ho provato a descrivere un Paese incapace di elaborare lutti collettivi, che con fatica tenta di indicare i colpevoli morali e materiali di tanto dolore. Alla fine sono amaramente convinto che un Paese che non racconta degnamente a se stesso i propri drammi e le proprie storture è un Paese vulnerabile, facile preda di politiche populiste e autoritarie».

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