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La Provincia di Frosinone ribadisce: “No all’accorpamento con la Regione Campania”

«Da anni il mondo politico si confronta sull’abolizione, avvenuta con una legge discutibilissima, delle Province e, soprattutto, di parte delle Regioni considerate in molti casi spendaccione e comunque estremamente costose. L’ultima novità che sta emergendo in questi ultimi mesi è una proposta di legge presentata da Roberto Morassut e Raffaele Ranucci, originario, tra l’altro, di Formia. Lo schema, così visto da questi deputati, ha dei rimandi allo schema pre-unitario e, sempre di primo acchitto, verrebbe da pensare che l’Unità d’Italia sia stata un grande errore. Eppure allo scetticismo, necessario per sopravvivere in un Paese come il nostro, è il caso di abbinare una riflessione più aperta. E’ evidente che il sistema attuale non funziona: i casi di malaffare, come pure l’assoluto disinteresse dimostrato recentemente dagli elettori per l’ultima tornata in Emilia Romagna e Calabria (ha votato il 30% degli aventi diritto), confermano che le Regioni così come sono hanno dei limiti. Aprire prospettive diverse, su scala più ampia, potrebbe aiutare gli enti regionali ad avere margini larghi e capacità di programmazione maggiori e più ambiziose. In Francia, dicono, la riforma delle Regioni ha prodotto risultati interessanti. E’ però chiaro che gli accorpamenti, come visto più volte, non fanno altro che allontanare il potere dai cittadini, spersonalizzandolo e isolandolo in una sorta di fortino inaccessibile. A fronte, poi, non c’è nessun risparmio e si è visto con le società partecipate, quando da tre o quattro si è provato a farne una, ma poi sono rimaste tutte in qualche modo in vita e al cittadino non è cambiato niente». Lo afferma in un comunicato il consigliere provinciale Gianluca Quadrini.
«Trovo, quindi, che questo tipo di proposta sia completamente sbagliata, in quanto non comporterebbe alcun risparmio, minerebbe l’Unità d’Italia e trovo assolutamente bizzarro e folle l’accoppiamento di Latina e Frosinone con la Campania. Latina e Frosinone insieme superano il milione di abitanti e semmai possono rappresentare un polo di attrazione per la riorganizzazione della governance istituzionale. La priorità non è l’avventura delle macro regioni che produrrebbe un’esasperazione dell’attuale centralismo regionale. Occorre, invece, proporre un soggetto istituzionale che svolga le funzioni politiche di area vasta per i territori fuori dalle città metropolitane dato il superamento, purtroppo per decreto Legge, delle Province», afferma ancora il consigliere provinciale.
«Questa è una proposta sbagliata – spiega Quadrini – sia nel metodo che nella sostanza, penalizzante per il nostro territorio che tradizionalmente ha visto sempre la vicinanza a Roma, sia geografica che Istituzionale, come una risorsa e non può ora perdere questa grande possibilità in cambio di una Regione lontana dalle nostre esperienze. Un’iniziativa che va ridiscussa su una materia complessa che non va affrontata né con la fretta, né con approssimazione, così come nel recente passato è stato affrontato il problema delle Province».
«Dovremmo iniziare a perseguire l’obiettivo di rafforzare le politiche di area vasta dell’area meridionale del Lazio, in un equilibrio istituzionale e territoriale che vede l’area metropolitana di Roma fagocitare risorse, investimenti e rappresentanze all’interno del quadro della Regione Lazio», conclude il consigliere provinciale Gianluca Quadrini.

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