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Ottaviani: “Fondi comunitari essenziali per la sopravvivenza del territorio”

Ottaviani LisiIl sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani è intervenuto a margine del convegno di presentazione sulle nuove prospettive dei fondi comunitari, promosso dal vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani presso la Villa Comunale, rilasciando la seguente dichiarazione: «”Progetto Impresa” potrà certamente diventare uno strumento determinante per innescare quel processo virtuoso di crescita e sviluppo di cui la città di Frosinone e, più in generale, l’intera provincia hanno urgente bisogno. Il nostro territorio, infatti, sta risentendo in maniera drammatica della crisi economica che investe il tessuto di piccole e medie imprese locali; se a questo aggiungiamo lo stato disastroso in cui si trovano anche molte grandi realtà industriali, ben possiamo comprendere quanto sia grave la situazione del comparto produttivo. Da questa congiuntura non è facile uscire, ma l’Europa offre una “via di sbocco” che può sicuramente essere di grande aiuto: i programmi di finanziamento destinati a progetti aziendali e professionali meritevoli ed innovativi. Dell’importanza di questi fondi si parla da sempre ed altrettanto datata è la constatazione che il problema principale connesso al loro utilizzo derivi dalla mancata conoscenza dei bandi e del loro ambito di applicazione. “Progetto Impresa” interviene proprio su questo, per informare aziende, professionisti e lavoratori autonomi sulle risorse che l’Europa, il Governo e la Regione Lazio hanno deciso di destinare alle piccole e medie imprese. Attraverso un’attenta campagna di informazione, infatti, sarà più facile anche per gli attori economici del nostro territorio “mettersi in gioco” e riuscire ad ottenere fondi per far ripartire le attività oppure per renderle più innovative e competitive. Il programma da solo, però, non basta: è infatti indispensabile “fare sistema”, vale a dire creare una sinergia tra Parlamento europeo, Regione e Comuni, al fine di rendere concreta l’implementazione delle procedure e l’effettivo utilizzo delle risorse, che rischierebbero di rimanere nelle casse di Bruxelles, senza che nessuno abbia proposto le richieste di finanziamento, per inerzia o per mancanza di progetti credibili».

Foto di Luca Lisi

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