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Un pomeriggio al Museo di Frosinone, viaggio nelle sale che ospiteranno il volsco

Con ogni probabilità e sotto buoni auspici, lo straordinario reperto archeologico tratto dall’asfalto di piazzale De Matthaeis, uno scheletro di epoca preromana, arricchirà la sala volsca del Museo Archeologico Comunale di Frosinone. Il museo, di proprietà del Comune e istituito nel 1972, è stato aperto al pubblico nel 1994 ed è sito in via XX Settembre. Il suo ruolo culturale è certamente di grande peso, poiché si tratta di un’istituzione permanente, senza fini di lucro, predisposta alla conservazione, alla valorizzazione e alla fruizione di beni di interesse storico-archeologico rinvenuti nel territorio. Il museo acquisisce ed espone preziose collezioni, offre servizi divulgativi, organizza convegni, effettua pubblicazioni specialistiche e svolge attività di ricerca. Presso le sue sale si svolge inoltre un interessante servizio di didattica museale, cui prendono parte le scuole del territorio: molti bambini e ragazzi possono così partecipare a laboratori e ad attività formative, sotto la guida di personale esperto e associate a itinerari esterni. Collaboratrici qualificate dell’istituzione museale sono Martina Bocconi, Brunilde Mazzoleni, Simona Santucci, Flavia Strani e Natascia Zangrilli, sotto la supervisione del Direttore Maria Teresa Onorati. La sala preistorica, quella volsca e quella romana, con le loro teche espositive, ospitano un inestimabile frammento delle nostre origini: è perciò doveroso auspicare la crescita futura degli spazi museali e delle collezioni, poiché il lustro di un capoluogo di provincia coincide in massima parte con la ricchezza e l’efficienza dei suoi poli culturali. Il museo civico merita, per la ragione stessa per cui è nato, di acquisire ulteriori collezioni, e soprattutto di ampliare i propri spazi – per il momento piuttosto ridotti benché curati, ben suddivisi e decorosi. Tale struttura è nata, un ventennio fa, per operare in sinergia con l’incessante opera di rinvenimento presso i siti archeologici locali. Si tratta di una filiera faticosa e delicata che consente all’appassionato, allo studioso e a ogni cittadino, di vedere esposti – nello stesso territorio dove hanno rivisto la luce – pezzi inestimabili di storia antica. Niente che ci appartenga, che sia stato rinvenuto nel territorio frusinate e nei comuni limitrofi, dovrebbe essere portato altrove. È diritto e dovere dell’amministrazione e delle autorità competenti, se ci tengono a onorare il territorio presso cui operano, preservare ciò che è cardine nella sua vita culturale, quell’entità virtuosa e stupefacente chiamata museo. E ci si augura di vedere presto, in tutto il suo splendore, l’antico volsco: metterlo al sicuro, in una delle teche del museo di Frosinone, insieme al suo corredo e alla memoria che porta con sé, sarà una grande prova di civiltà. (Paola Polselli)

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