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Verso la chiusura i centri prelievi in sei comuni della provincia, rischio “intasamento” all’Asl di Frosinone

Raccolta sangue«Nel centro prelievi dell’ospedale “Umberto I” di viale Mazzini, a Frosinone, continua l’estenuante attesa di centinaia di persone fino alle 12-13 di ogni giorno. Una Via Crucis, ormai permanente, per poter effettuare un esame ematologico. La situazione è destinata a peggiorare». La denuncia arriva da Francesco Notarcola, presidente della Consulta delle associazioni della città di Frosinone e presidente dell’Osservatorio Peppino Impastato aderenti al Coordinamento provinciale della sanità.
«Come è noto, a breve il centro prelievi sarà trasferito presso i locali siti al piano terra della palazzina Q della Asl. Sembra, secondo notizie raccolte nell’ambiente dell’Asl, che quando saranno inaugurati i nuovi locali verranno contemporaneamente chiusi i centri prelievi di Ferentino, Veroli, Boville, Ripi, Vallecorsa e quello di viale Mazzini a Frosinone».
«Le persone che dovranno fare gli esami – prosegue Notarcola – saranno costrette a confluire a Frosinone con aggravio di spese e di tempo e con grande disagio, in particolar modo per i cittadini parzialmente inabili, per coloro che non sono automuniti e soprattutto per chi vive con risorse economiche scarse».
«Per i cittadini di Frosinone le difficoltà non saranno minori – afferma ancora il presidente della Consulta delle associazioni – in quanto non esistono collegamenti rapidi e comodi tra la Asl e il resto della nostra città».
«Ci meraviglia che nessuno dei sindaci dei comuni citati faccia sentire la propria voce», afferma sconsolato Notarcola.
«I centri prelievo menzionati non solo è possibile mantenerli, ma potrebbero anche essere potenziati a costi irrisori. Volendo se ne potrebbero aprire degli altri. Sarebbe sufficiente che i sindaci mettessero a disposizione i locali organizzando il servizio con la collaborazione di associazioni e di personale sanitario volontario».
«Se i centri prelievo pubblici saranno chiusi, il privato convenzionato sarà servito», conclude Francesco Notarcola.

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