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Vertice su strutture che ospiteranno 40 persone con patologie psichiatriche che hanno commesso reati

Emilia ZarrilliSi è tenuto in Prefettura un Comitato provinciale per l’Ordine e la sicurezza pubblica per esaminare le problematiche connesse alla prossima attivazione in ambito provinciale delle Rems – Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza sanitaria.
Si tratta, in sostanza, di un progetto pilota che prevede l’apertura di strutture di gestione sanitaria che consentiranno il superamento degli Opg, ospedali psichiatrici giudiziari, che dovranno chiudere per legge entro il 31 marzo.
Sono 40 i pazienti che verranno ospitati inizialmente nelle Rems provvisorie di Pontecorvo e Ceccano e successivamente nella sede definitiva di quest’ultimo comune.
Le comunità locali ospitanti avranno benefici in termini di servizi, assunzione di nuovo personale medico, infermieristico, tecnico e amministrativo, nonché in termini di riqualificazione del territorio, creando un indotto virtuoso per l’economia locale.
Nel corso della riunione sono state in particolar modo approfondite le questioni attinenti le attività di vigilanza e di sicurezza esterna alle Rems, che verranno garantite dalle forze dell’ordine sul territorio, non trascurando un’attenta valutazione circa la pericolosità o meno degli ospiti delle medesime strutture.
Presenti all’incontro, presieduto dal prefetto Zarrilli, i vertici delle Forze di Polizia, il provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziale del Lazio, il magistrato di Sorveglianza del Tribunale di Frosinone, il direttore generale dell’Azienda Sanitaria Locale di Frosinone, i dirigenti della Regione Lazio, il presidente della Provincia nonché i commissari straordinari dei Comuni di Ceccano e Pontecorvo.
Il Prefetto Zarrilli ha voluto sottolineare la positività dell’introduzione di queste strutture, che porterà ad una graduale e radicale trasformazione dell’assistenza e della riabilitazione di autori di reati commessi da persone affette da patologie psichiatriche e la necessità di mettere in atto forme di collaborazione sinergica tra istituzioni del territorio e forze dell’ordine per garantire ai pazienti una sistemazione che premetta loro di seguire un percorso riabilitativo e di reinserimento sociale in un contesto di serena convivenza con le comunità locali e garantire un’accoglienza in sicurezza di queste nuove realtà.
«Per tale motivo – ha affermato il prefetto – occorrerà predisporre adeguati servizi di vigilanza, avvalendosi non solo delle forze di polizia territoriali, ma anche della collaborazione di istituti di vigilanza in grado di controllare l’area perimetrale delle Rems attraverso sistemi di videosorveglianza che verranno all’uopo installati e ad essi collegati, a cura della Asl. In tal modo si garantirà la piena attuazione di un concreto sistema di sicurezza integrata idoneo a far fronte ad ogni eventuale evenienza».

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