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Ferentino, dal 9 maggio Vincenzo Ludovici espone alla Galleria Harpax

Vincenzo LudoviciNell’ambito degli eventi programmati nella ricorrenza della festa patronale di Sant’Ambrogio sarà inaugurata sabato 9 maggio, presso la Galleria Harpax di Ferentino in via Guglielmo Marconi, la mostra personale dal titolo “Bleu”, ultima produzione del Maestro Vincenzo Ludovici, che prende come tema un colore ma riesce ugualmente a sorprendere. In uno dei testi di presentazione così è scritto: «Bleu non è un colore, Bleu è la forma dell’anima, materia di pensiero verticale. Bleu è gesto d’amore, segno della trascendenza, soglia dell’eternità. Bleu è il dono spirituale del mare. Io sono il Bleu».
«In ogni quadro è misteriosamente racchiusa un’intera vita, una vita piena di dolore o di dubbi, di ore di entusiasmo e di luce. Dove va questa vita? Dove va l’anima dell’artista coinvolta nella creazione? Cosa vuole annunciare?». Sono parole di Wassily Kandinsky che possono essere prese come un paradigma da ogni artista che ha dedicato tutta la propria vita alla Bellezza. E Vincenzo Ludovici è uno di questi artisti che rimanendo nella propria città di nascita ha operato coerentemente con i propri mezzi espressivi e in piena comunicazione con il suo ambiente.
Vincenzo Ludovici1Promossa dall’amministrazione comunale di Ferentino e patrocinata dalla Pro Loco, la mostra è curata da Loredana Rea, mentre collabora all’allestimento Luigi Fiorletta, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone. Un ringraziamento agli sponsor Vetreria Pellino, Ristorante Primavera e Sergio Coppotelli. Un grazie speciale a Massimo Giorgi, che con grande coraggio anima la Galleria Harpax, un luogo accogliente messo a disposizione di tutti gli artisti per l’incontro e lo scambio profondo di esperienze estetiche e per la promozione culturale e umana della stessa città di Ferentino.
Loredana Rea, presentando l’opera di Vincenzo Ludovici e ricordando il suo percorso artistico, così scrive: «Fin da principio la materia cromatica gli ha permesso di materializzare sulla tela le tracce differenti delle esperienze di vita, avanzando istintivamente su un fondo di tensione ininterrotta, in una sorta di continuo corpo a corpo che lascia trapelare ogni impulso emotivo, a restituire i confini ampi di una dimensione esistenziale in cui pensieri, sensazioni ed emozioni diventano gli indispensabili elementi di una grammatica pittorica, capace di suggerire la profondità dell’urgenza espressiva».

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