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Il Comitato per la protezione dei Monti Ernici: “Perché l’assessore Gizzi ha paura del Parco?”

Parco Monti ErniciA stretto giro di posta è arrivata la replica del Comitato per la Protezione dei Monti Ernici alle dichiarazioni dell’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Alatri, Roberto Gizzi. Quest’ultimo (leggi qui) si era espresso sulla contrarietà al Parco.
«Nonostante – scrivono Silvio Campoli e Luigi Scerrato, membri del comitato promotore del parco – abbia abbondantemente superato l’epoca della pubertà, epoca in cui, a suo dire, ne faceva “una questione personale”, sembra che l’idea di Parco sui Monti Ernici all’assessore Gizzi produca vere e proprie fobie. E’ ancora fedele all’ideologia o nasconde un qualcosa di diverso nonostante il ruolo pubblico di assessore che oggi ricopre?».
«Purtroppo – proseguono Campoli e Scerrato – molta della nostra energia la stiamo spendendo per contrastare una continua disinformazione: non avendo solidi argomenti a disposizione, da parte di taluni si diffondono notizie non vere, pur sapendo che vere non sono».
«In questo modo – osservano i membri del comitato per il parco – non è possibile che all’opinione pubblica arrivino le argomentazioni coerenti e corrette, che sono alla base della proposta di Parco, di come se ne possa trarre il massimo dei benefici sia in termini economici che sociali – oltre che, ovviamente, in termini di protezione della natura e del paesaggio – e di come, attraverso la messa a sistema delle ricchezze naturali ritenute di pregio, si possano valorizzare le nostre tradizioni e i nostri beni storici e culturali, proponendoci in termini positivi, di sviluppo e di lavoro per i giovani, nel panorama più ampio del paese».
«Credevamo di avere la strada spianata – prosegue la nota del Comitato – perché non ci sono veri argomenti a sfavore: ma li stanno inventando con argomentazioni che non avremmo voluto ascoltare mai, da nuova crociata contro la 394/91: per questo la presenza del consigliere regionale Buschini?».
«Ci domandiamo – attaccano Campoli e Scerrato – perché ci siano opposizioni al Parco. Pensiamo per due ordini di motivi: uno di tipo economico-speculativo; l’altro legato alla conservazione di un sistema di potere “politico” legato al mondo della caccia, di cui nutriamo il massimo rispetto se esercitata correttamente nelle aree non interessate dalla tutela delle specie faunistiche, specialmente se rare e preziose».
«Alle motivazioni contrarie – prosegue la nota – si potrebbero aggiungere la difficoltà culturale (paura) di immaginare qualcosa di nuovo ed i meschini egoismi sempre presenti e da preservare. Ma queste (false) paure, solo se lo si voglia, possono essere superate con il dialogo e l’informazione. Ma ci rendiamo conto che, dietro i toni utilizzati e riportati dalla stampa, i termini dialogo e riflessione possono non essere presi in considerazione. Vogliamo tuttavia rischiare riproponendo il dialogo sul Parco dei monti Ernici: quello stesso dialogo che abbiamo tentato invano d’instaurare già da qualche anno».
«Agli oppositori a prescindere – continua il Comitato per la Protezione dei Monti Ernici – ricordiamo di considerare i dati che ci provengono dai centri studi nazionali e dell’Ue, fatti propri dalla Regione Lazio, relativi alle economie stimolate dai parchi ed ai benefici sociali per le persone interne e limitrofe ai parchi; d’altronde, per chi arriva a sostenere che ci siano “rigide normative calate dall’alto” e fantomatici “danni che si perpetuano sul territorio”, per costoro è sempre pronta una nuova proposta che, pur di lasciare le cose invariate, verrà magari detta in inglese: wilderness… suona bene, ma i contenuti sono pari a zero».
«Si pensa che evocando lo spauracchio dei vincoli, dello sperpero di denaro pubblico e dell’esproprio di territorio ai proprietari, concetti completamente fuori dal seminato e dai contenuti della legge 394/91, si crei quel brodo di confusione sociale in seno al quale si possa impunemente esercitare il diritto di veto sulle possibilità di sviluppo socio-economico degli Ernici, inammissibile per il periodo di crisi che il nostro territorio sta vivendo, inconcepibile per chi amministra la cosa pubblica, dal Comune alla Regione».
«Il parco, secondo legge, non intende quindi la protezione come un regime di soli vincoli e divieti, ma introduce una visione innovativa, che prevede un intervento attivo».
«Il parco non nasce per immobilizzare e cristallizzare una realtà, ma per mobilitare più soggetti e risorse nazionali, regionali e locali, in vista di finalità di conservazione e valorizzazione, la cui soddisfazione richiede, da parte del parco stesso, un ruolo attivo di “tutela e gestione”, come si esprime la legge n. 394/1991».
«Assessore Gizzi, poiché ricopre un ruolo primario nell’importante Comune di Alatri, da sempre inserito nella storia delle montagne degli antichi Ernici, molto volentieri le vorremmo illustrare l’interezza della proposta Parco e le saremmo molto grati, se oltre a lei, potessimo esporre anche al Sindaco ciò che moltissimi concittadini condividono, nell’interesse di tutta la cittadinanza e della nostra amata Città».

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