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Il Coordinamento della sanità: “L’ospedale di Alatri trasformato in una dependance di Frosinone”

Ospedale San Benedetto Alatri«L’atto aziendale della Asl di Frosinone, bocciato da tutti, ha ricevuto purtroppo la firma del presidente Zingaretti dopo il vergognoso inciucio trasversale che ha visto protagonisti politicanti da quattro soldi. Mercoledì scorso Zingaretti ha firmato un decreto in cui è sancita la soppressione dell’ospedale di Alatri: il San Benedetto non esiste più. Con buona pace dei mentitori, dei falsi, dei giuda e dei venditori di fumo che contrabbandano per grande vittoria quello che è il più grande schiaffo che Alatri abbia subito negli ultimi cinquant’anni. L’edificio di via Chiappitto è ora solo una dependance di Frosinone». E’ il duro comunicato del Coordinamento provinciale della sanità.
«Dopo un anno di gestione dell’attuale manager – prosegue la nota – l’organizzazione sanitaria della provincia ne esce con le ossa rotte. Frosinone e la sua provincia restano un territorio disastrato riempito di discariche e di inceneritori. Forse ci regaleranno anche il deposito delle scorie nucleari».
«Per cambiare questo avvilente quadro economico e sociale – continua il comunicato – le associazioni ed i cittadini, che si riconoscono nel Coordinamento provinciale della sanità, si batteranno con coraggio, impegno, intelligenza e capacità di proposta e di organizzazione. Grazie a questo movimento, che vede interessati migliaia di cittadini di tutto il territorio provinciale, con livelli di partecipazione mai raggiunti in atre manifestazioni pubbliche, il confronto sull’atto aziendale della Asl e sulla sanità di questa provincia è stato ed è serrato e continuo».
«Avremmo potuto ottenere, finalmente, un cambiamento di rotta aprendo un confronto con la Regione Lazio. Questo obiettivo è stato mancato perché i sindaci hanno votato a novembre l’atto aziendale di allora e perché i consiglieri regionali eletti in questa provincia sono stati solo ed esclusivamente occupati a preservare le loro posizioni e prebende personali».
«Dopo otto mesi di battaglia, però, anche i partiti ed i primi cittadini hanno fatto proprie le posizioni del Coordinamento esprimendosi sia con un documento congiunto delle segreterie provinciali di Pd-Psi-Idv, sia nella conferenza dei sindaci del 30 marzo per la bocciatura dell’atto aziendale e con un documento firmato dove si chiedeva l’allontanamento dell’attuale manager».
«Vista la decisa volontà di cambiamento espressa dai sindaci – continua il Coordinamento – il presidente della conferenza, vista la mala parata, ha tentato di correre ai ripari presentando un documento che non aveva nulla a che fare con la discussione e con le posizioni espresse dai primi cittadini. L’operazione non gli è riuscita. Dopo i forti e unanimi interventi di protesta dei sindaci si sono invece approvate due mozioni: una all’unanimità con richiesta di valutazione e votazione della nuova edizione dell’atto, che ai sindaci non era stato nemmeno inviato, e una a maggioranza per la rimozione della dirigenza aziendale stante il suo negativo operato».
«Si è persa assurdamente, a consuntivo di tutta la vicenda consumatasi tra Roma e Frosinone, una grande occasione per migliorare l’assetto della sanità e l’economia della provincia», conclude il Coordinamento provinciale della sanità.

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