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La decisione di far giocare una partita senza tifosi è la sconfitta dello sport

Chicco MatusaQualche anno fa a Trieste gli spalti dello stadio “Nereo Rocco”, a corto di spettatori, vennero riempiti da figuranti… di cartone. Fu uno dei punti più bassi del calcio in Italia, alle prese, soprattutto in quel periodo, con la dispersione dei tifosi dagli stadi obsoleti e scomodi.
Sabato al Matusa non ci sarà un pubblico disegnato sul cartone, ma due settori rimarranno ugualmente privi di tifosi in carne e ossa, entusiasmo e passione. A Frosinone, però, a differenza di quanto capitava a Trieste, gli spazi vuoti non saranno dovuti al disinteresse dei tifosi, ma semplicemente a una severa decisione del Giudice Sportivo dopo la nota partita con la Virtus Entella. Contro il Pescara, dunque, Tribuna centrale e Distinti rimarranno chiusi: i relativi abbonati non potranno entrare, mentre chi acquista i biglietti settimanalmente dovrà optare per la Curva Nord o le Tribune laterali. Così è stato deciso e così dovrà essere.
Ma tenere i tifosi lontano dallo stadio è una sconfitta per tutti. Punire indiscriminatamente una curva o una tribuna significa uccidere lo sport. L’essenza di un evento sportivo è dato proprio dal colore e dal tifo intorno ad esso: se si toglie questo fattore l’evento diventa grigio, asettico, silenzioso. E magari la prossima volta sarà il tifoso, tenuto forzatamente fuori dallo stadio, a decidere di starsene a casa. (Gabriele Margani)

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