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L’Italia che resiste, a San Giovanni Incarico la celebrazione del 25 Aprile attraverso un documentario

Il 24 aprile a San Giovanni Incarico, presso il centro polivalente di via Vignali, l’Associazione culturale L’Indifferenziato organizzerà la manifestazione “Viva l’Italia che resiste”, giunta ormai alla terza edizione. Come sempre la manifestazione sarà realizzata con la collaborazione dell’Anpi della provincia di Frosinone. Quest’anno i ragazzi di San Giovanni Incarico hanno deciso di proporre al pubblico “Pillole di Cinema sulla Resistenza”, un mini documentario di loro produzione. Cinema, Storia e Resistenza unite in un viaggio attraverso le più affascinanti pellicole cinematografiche con l’obiettivo di riflettere sulle nostre radici storiche per celebrare degnamente il 70° anniversario della Liberazione d’Italia. Il metodo utilizzato è ormai ampiamente collaudato: unire una forma artistica, in questo caso quella cinematografica, per analizzare e approfondire la tematica dell’evento. Un’innovazione nel mondo dell’associazionismo culturale, che sta ormai facendo affermare l’associazione, nata a San Giovanni Incarico, in tutta la provincia. Come per le precedenti edizioni, inoltre, è presente sul sito dell’associazione (www.lindifferenziato.com) uno specifico approfondimento sulla tematica.
«Il nostro – spiegano i ragazzi dell’Associazione – è un impegno che continua nel tempo essendo sempre più convinti che non sia tollerabile fare un passo indietro sulle radici della nostra democrazia in un momento storico che vede riaffermarsi e proliferare nuovi e vecchi fascismi. Parlare del 25 Aprile per noi non significa rivolgersi al passato, ma al futuro. Significa non tollerare la sistematica azione del revisionismo storico e non accettare un’indegna equiparazione tra repubblichini e partigiani, come peraltro sottolineato nei giorni scorsi dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella».
«I giovani hanno bisogno di esempi concreti – afferma il presidente Umberto Zimarri – e alcune vicende legate al post 8 Settembre e ai partigiani non possono che essere l’esempio migliore: erano uomini semplici, ragazzi che a 18 anni hanno preso in mano il loro destino e quello dell’Italia, scegliendo con coraggio semplicemente di esserci e di non essere indifferenti. La maggioranza erano contadini, operai, fabbri, uomini semplici, ma dobbiamo alla loro passione per la libertà il nostro essere liberi. Facciamo in modo che il passato, presente e futuro si uniscano per creare una nuova identità basata su profonde e solide radici comuni. Si parla sempre di generazione Erasmus, ma ci si dimentica troppo spesso di far conoscere ai più giovani le radici dell’Europa stessa. Per quello che ci riguarda, non ci stancheremo mai di difendere i principi della nostra Costituzione, della pace, della libertà e della democrazia. Di essere “partigiani”, dunque, di scegliere e di essere parte attiva nel mondo».

San Giovanni Incarico 25 Aprile

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