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Parco degli Ernici, l’assessore Gizzi: “Contrarietà non significa non tutelare l’ambiente”

Monti Ernici«La nostra contrarietà al Parco degli Ernici non significa assolutamente “non voglia di tutela dell’ambiente”. I nuovi vincoli normativi che inevitabilmente cadrebbero sulle teste di tutti coloro che vivono all’interno di quelle aree andrebbero a creare ancora maggiori difficoltà, ad esempio l’impossibilità di svolgere l’esercizio del controllo faunistico relativo a tutti quegli animali nocivi in forte espansione, i quali hanno come unico predatore naturale l’uomo, andando a creare ulteriori problemi ai tanti agricoltori e pastori del comprensorio». Queste le dichiarazioni dell’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Alatri Roberto Gizzi.
«L’ingessamento di tali aree – prosegue Gizzi – significherebbe la totale impossibilità di sfruttamento del territorio, come ad esempio il taglio dei boschi (energia rinnovabile) che è fonte di reddito per molte imprese dei nostri comuni. Noi crediamo che in un paese democratico come il nostro coloro che portano interessi non siano solo gli ambientalisti, come d’altronde vogliono far credere, ma anche appunto gli agricoltori, gli allevatori, i pastori, le imprese boschive, che di fatto verrebbero estromessi: non crediamo che sia con un Parco che si producano possibilità di sviluppo economico sostenibile, un Parco che proprio in quanto tale, prevede numerosi vincoli che escono dal controllo delle autorità locali e che di fatto congelano il territorio».
«Crediamo che per fare economia con il turismo la scelta giusta sia quella della istituzione di aree Wilderness, che già alcuni Comuni degli Ernici (Sora, Guarcino, Vico nel Lazio o in Abruzzo come San Vincenzo Valle Roveto) hanno già attuato; crediamo fortemente che queste aree siano la soluzione migliore per la salvaguardia dell’ambiente, una protezione democratica e liberale gestita direttamente dai Comuni, nel rispetto di tutte le forme di utilizzo delle risorse naturali rinnovabili e dei diritti degli abitanti locali, quei diritti che tutti i parchi d’Italia calpestano con la scusa della difesa di un valore sociale, ignorando il fatto che quel tesoro di valori non necessita di un parco per essere protetto. Prova ne sono le aree Wilderness, il massimo rispetto ambientale ed a costo zero, dove possono essere consentite tutte quelle attività di utilizzo del territorio, ovviamente gestite», ha concluso l’assessore Gizzi.

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