Atuttapagina.it

Regione, approvata la legge sul sistema di istruzione e formazione professionale

Formazione professionaleIl sistema educativo di istruzione e formazione professionale, che coinvolge oltre diecimila allievi nel Lazio, ha una legge regionale che lo disciplina. Finora la Regione ha dato indirizzi e linee guida, ma mancava una normativa di sistema. Ad approvarla, oggi pomeriggio alla Pisana, è stato il Consiglio regionale presieduto con 30 voti a favore e 5 contrari. Rispetto alla formulazione originaria della proposta della Giunta, presentata dall’assessore Massimiliano Smeriglio, sono stati approvati dall’assemblea 22 emendamenti. Il testo è arrivato in aula dopo essere stato sottoposto, nei mesi scorsi, a un lavoro di miglioramento sostanziale nella V commissione consiliare che Smeriglio ha definito «certosino».
La normativa varata dal Consiglio regionale intende mettere ordine a un comparto che già esiste. «Noi, con questa legge, aggiungiamo. Non togliamo nulla a nessuno. Riconosciamo le cose che funzionano: “pubbliche-pubbliche”, pubbliche convenzionate, laiche e cattoliche», ha detto Smeriglio nella sua relazione. Tutte le funzioni saranno di competenza della Regione, compresa la sottoscrizione delle convenzioni con gli organismi che hanno i requisiti per essere accreditati. Resteranno comunque inalterati, a detta dell’assessore, i percorsi di istruzione e formazione professionale gestiti direttamente dalla Città metropolitana di Roma e dalla Provincia di Viterbo e quelli affidati a enti strumentali dalle amministrazioni provinciali di Latina, Frosinone e Rieti.
L’obiettivo della Regione è dare certezze agli enti, agli operatori e, in particolare, agli allievi tra i 14 e i 18 anni che scelgono un percorso di istruzione e formazione professionale invece di un liceo, di un istituto tecnico o di un istituto professionale statale. Questi studenti avranno la possibilità di rientrare nei Professionali statali al termine del triennio, se lo vorranno. Tre anni che daranno loro comunque diritto di conseguire una qualifica professionale e, insieme, assolvere l’obbligo scolastico fino a 16 anni. Per Smeriglio «privare i giovani e le famiglie di questa opportunità spesso si traduce in un aumento della dispersione scolastica». Quanti vorranno cercare di ottenere un diploma professionale regionale potranno iniziare, invece, i percorsi quadriennali.
Previste azioni di orientamento e tutoraggio per gli studenti, attività di tirocinio orientativo, percorsi individuali per i disabili, per chi proviene da altri Paesi o ha particolari difficoltà, oltre che azioni per prevenire e combattere il fenomeno del bullismo. La legge punta, tra l’altro, a elevare il livello delle competenze, a contrastare la disoccupazione giovanile, a promuovere l’integrazione sociale degli stranieri e a sostenere la permanenza nel mondo del lavoro. Ogni tre anni il Consiglio approverà gli indirizzi per la programmazione del sistema educativo di istruzione e formazione professionale regionale. Entro il 30 giugno di ogni anno, poi, la Giunta approverà il piano annuale che individuerà i percorsi dell’offerta formativa.

Potrebbero interessarti

Commenti

Questo sito utilizza i cookies; utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire l'utilizzo dei cookies.
Ulteriori Informazioni