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Sogni e sorrisi giallazzurri, le emozioni che il calcio sa regalare

TifosiUn mercoledì qualsiasi di fine aprile ti svegli e ti rendi conto che nella tua città qualcosa è cambiato. I primi segnali arrivano dai social network. Una rapida visita su Facebook, un’occhiata a Twitter. Tanti, tantissimi gli interventi con un comune denominatore: il Frosinone Calcio. Ci sono inviti a volare basso, appelli ad uscire allo scoperto, chiamate “alle armi” in vista della prossima partita con il Bologna, foto della trasferta di Terni, immagini di un presidente di Serie A affranto per i successi giallazzurri e per quelli del neo promosso Carpi. Passaggi, tutti questi, accomunati da un’unica passione, quella per la squadra di calcio del capoluogo della Ciociaria.
Poi esci di casa e ti accorgi che l’entusiasmo non ha contagiato solo il mondo “virtuale”, ma anche quello… reale. Al botteghino dello stadio c’è una fila, lunga qualche decina di metri, formata da persone che sperano che gli ultimi biglietti non vengano venduti prima che arrivi il loro turno: sono lì per cercare di accaparrarsi l’agognato tagliando di Frosinone – Bologna. Ovviamente questi tifosi parlano tra loro e nascono nuove amicizie. «A Terni abbiamo cantato più dei tifosi di casa», afferma un ragazzo presente al “Liberati”. «Tié ragione, ve sò sentite alla teleuisione», risponde un anziano e verace signore ciociaro. Ci si allontana dal botteghino e si incontrano altre persone che parlano del medesimo argomento: quella squadra di calcio che sta facendo sognare una città e buona parte del resto della provincia. Su un tavolo del bar ci sono i giornali, in prima pagina tutti hanno ampi richiami della partita di ieri e dello sprint giallazzurro verso il secondo posto. E perfino chi abitualmente non segue le sorti della formazione canarina è quanto meno incuriosito da tutto ciò che sta succedendo.
Perché il calcio è così. Detestabile per mille motivi, ma capace allo stesso tempo di far innamorare milioni di persone di diversa estrazione sociale. E a Frosinone, sempre relegata agli ultimi posti delle classifiche nazionali sulla qualità della vita, l’inquinamento, la mancanza di infrastrutture e così via, il calcio rappresenta una delle eccellenze di cui far parlare bene di sé al di fuori dei confini provinciali. Un po’ come i prodotti agroalimentari del territorio che ci invidiano. A questa città mancano tantissime cose: non saranno le vittorie del Frosinone a spazzar via tutte le bruttezze. Ma almeno per un aspetto possiamo essere orgogliosi di ciò che abbiamo. (Gabriele Margani)

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