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Criteri di uno stadio per la Serie A, i lavori da fare al Matusa

Chicco MatusaIn attesa che il nuovo stadio Casaleno veda la luce, con l’ipotesi più probabile di un’intera stagione disputata lontano dall’impianto di via Armando Fabi, bisogna tener conto dei criteri infrastrutturali imposti dalla Federcalcio relativamente agli stadi che ospitano le partite della Serie A. Il Matusa è già un impianto “borderline” per quanto riguarda la Serie B; per la Serie A servono dei lavori di adeguamento. Andiamo a vedere punto per punto dove bisognerà “aggiornare” il caro vecchio Matusa:

CAPIENZA DELLO STADIO: “La capienza minima dello stadio deve essere di 20.000 posti (*), tutti dotati di sedute individuali conformi a quanto previsto dall’articolo 16.
(*) Salvo deroghe, anche condizionate, concesse dalla Lega competente”.

SEDUTE INDIVIDUALI: “Tutti i posti di cui all’articolo precedente devono essere posti a sedere numerati. È raccomandato, in vista di un prossimo adeguamento del Manuale delle Licenze Nazionali alle normative Uefa, l’utilizzo di seggiolini:
– fissati al suolo;
– numerati;
– separati gli uni dagli altri;
– costituiti da materiale resistente ed ignifugo;
– confortevoli e di forma anatomica;
– muniti di schienale di un’altezza minima di cm 30 misurata a partire dal sedile”.

TRIBUNE RISERVATE AGLI SPETTATORI: “I posti a sedere muniti di sedute individuali devono essere distribuiti in almeno 4 settori indipendenti. Tra questi, almeno un settore deve essere destinato ai sostenitori della squadra ospite. La suddivisione dei settori deve essere effettuata tramite separatori interni che abbiano caratteristiche tali da non consentire l’azione di scavalcamento”.

IMPIANTO DI DIFFUSIONE SONORA: “Lo stadio deve essere dotato di un idoneo impianto di diffusione sonora per le informazioni relative alla gara (formazioni, sostituzioni, ecc.) e per gli annunci di pubblica utilità e di emergenza. Tale impianto deve essere in grado di funzionare anche in caso di interruzione della rete elettrica principale. I messaggi sonori diffusi devono essere chiaramente udibili, anche in presenza di pubblico, all’interno e all’esterno dello stadio, almeno fino alla recinzione dell’area di massima sicurezza”.

TRIBUNA STAMPA: “La tribuna stampa deve essere coperta e avere una capienza minima di 50 postazioni, equipaggiate con presa elettrica, linea telefonica ed una superficie da lavoro sufficiente ad ospitare un computer portatile. Tali postazioni devono garantire una visuale senza ostacoli del terreno di gioco ed un accesso agevole alle altre aree riservate ai media”.

POSTAZIONI PER RADIOCRONISTI E TELECRONISTI: “Lo stadio deve essere dotato di almeno 3 postazioni coperte per radiocronisti e telecronisti, situate all’interno della tribuna principale. Tali postazioni devono garantire una visuale senza ostacoli del terreno di gioco ed un accesso agevole alle altre aree riservate ai media. Ciascuna postazione deve essere dotata di una presa elettrica, una superficie di lavoro ed almeno 3 posti a sedere”.

SALA LAVORO GIORNALISTI E FOTOGRAFI: “Lo stadio deve essere dotato di un’area interna di almeno 60 mq, attrezzata con postazioni di lavoro per giornalisti e fotografi, dotate di presa elettrica e linea telefonica/accesso a internet”.

SPAZI E SERVIZI PER LA PRODUZIONE AUDIOVISIVA DEGLI EVENTI: “La Società, con separata dichiarazione, si impegna a mettere a disposizione all’interno del proprio impianto gli spazi e i servizi previsti dal Regolamento Produzioni Audiovisive della Lega Nazionale Professionisti Serie A”.

OB VAN AREA: “Lo stadio deve essere dotato di una zona riservata allo stazionamento degli automezzi attrezzati per le trasmissioni audiovisive dall’esterno (Outdoor Broadcast Van Area). L’OB Van Area deve essere situata il più vicino possibile allo stadio, possibilmente sullo stesso lato della piattaforma della telecamera principale, su una superficie piana e solida, dotata di alimentazione elettrica”.

MIXED ZONE: “Lo stadio deve essere dotato di una specifica area dedicata alle interviste detta mixed zone, coperta, protetta ed interdetta al pubblico, con la possibilità di ospitare almeno 20 persone. Tale zona deve essere ubicata lungo il percorso di collegamento tra l’area antistante gli spogliatoi e quella destinata al parcheggio degli autobus delle due squadre”.

SALA CONFERENZE STAMPA: “La sala conferenze stampa deve avere le seguenti caratteristiche:
– un minimo di 30 posti a sedere;
– 1 tavolo da conferenza situato su un podio;
– 1 piattaforma per telecamere;
– sistema di diffusione sonora”.

Il Matusa ha effettivamente bisogno di una deroga, di cui si parla tanto in questi giorni. La capienza ufficiale dello stadio, come riporta il sito ufficiale del Frosinone, è di 9.680 posti. A salvare la società giallazzurra, come scritto qualche giorno fa da Atuttapagina.it (La Serie A del Frosinone al Matusa, pronta una deroga con l’ok della Federcalcio), ci sarebbe però quella norma che prevede la concessione di una deroga per le società che hanno sede in città con meno di 100 mila abitanti, a patto che presentino un progetto per la realizzazione di un nuovo impianto o per l’adeguamento di quello già esistente. Ma sono tutti i criteri legati allo spazio riservato alla stampa a non essere a norma. Basti pensare che l’attuale Tribuna stampa, nell’ultima fila della Tribuna centrale, conta solo 36 postazioni, neppure dotate di connessione ad internet. C’è, insomma, bisogno di rifare il trucco al Matusa per ottenere quella famosa deroga per ospitare la Serie A. (Gabriele Margani)

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