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“E’ stato arrogante”, “Non sa perdere”. Botta e risposta Scalia-Pigliacelli sulla presidenza Asi

Francesco ScaliaBotta e risposta tra il senatore Francesco Scalia e il presidente della Camera di Commercio di Frosinone Marcello Pigliacelli. Al centro del battibecco la presidenza del Consorzio Asi, andata a Francesco De Angelis.
«Mi preme precisare – ha affermato Scalia – che, come avvenuto per il Cosilam, i sindaci hanno cercato anche per l’Asi una larga convergenza sul consiglio di amministrazione. Al Cosilam ci si è riusciti, forse perché lì la Camera di Commercio ha solo il 3%. All’Asi, invece, forte del suo oltre 18%, Pigliacelli ha tentato fino all’ultimo di imporre soluzioni non condivise, lanciando solo all’ultimo momento la candidatura di De Angelis, ma ingabbiandola con una vicepresidenza di suo gradimento e con l’accordo del solo Abbruzzese. Su De Angelis eravamo tutti d’accordo e sarebbe stato eletto con il consenso che avrebbe meritato chi – va ricordato – è stato l’assessore regionale di riferimento dei consorzi industriali. La maggioranza dei sindaci rappresentativi dei Comuni del Consorzio si è, invece, opposta all’arroganza di Pigliacelli non partecipando al voto».Marcello Pigliacelli
A stretto giro di posta è arrivata la replica del presidente della Camera di Commercio: «Spiace constatare la caduta di stile del senatore Francesco Scalia, costretto ad arrampicarsi sugli specchi, ad usare termini come “arroganza” non potendo evidentemente entrare nel merito delle questioni. I fatti però, come i numeri, hanno la testa dura. Alla Camera di Commercio non interessano le questioni politiche: sia al Cosilam che all’Asi, indipendentemente dalle quote di partecipazione azionaria, abbiamo guardato ai programmi, al territorio e alle persone. Se Francesco De Angelis andava bene, perché il senatore Francesco Scalia ha dato disposizione ai sindaci di riferimento di non partecipare all’assemblea? Davvero per contrastare l’ente camerale? Siamo diventati così potenti ed influenti? Non credo. Credo piuttosto che il senatore Scalia abbia fatto prevalere ragionamenti politici e non economici. Magari sperando che la mancata elezione di De Angelis lo avrebbe “liberato” da un competitor interno. Il presidente Giulio Andreotti insegnava che “a pensare male si fa peccato, ma spesso si indovina”. La Camera di Commercio è la casa delle imprese, non un soggetto politico. Confondere i piani è un’operazione dal fiato corto. Ma evidentemente il senatore Francesco Scalia non sa perdere».

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