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Incerto il futuro degli impiegati degli studi notarili, assemblea a Roma

Impiegati notariliSabato 9 maggio si terrà, a partire dalle 10, a Roma presso l’Aula Magna dell’Angelicum Congress Center, in Largo Angelicum, l’Assemblea Generale Nazionale degli Impiegati Notarili Italiani che avrà come tema “Quale futuro?”.
A seguito dell’approvazione del ddl concorrenza, firmato dal governo il 20 febbraio scorso, le prospettive di lavoro per la categoria degli impiegati notarili sono notevolmente compromesse. Il governo con l’approvazione del ddl Concorrenza, nella parte riguardante le questioni immobiliari, progetta provvedimenti legislativi penalizzanti per i notai senza tener conto delle conseguenze sociali e occupazionali. I notai italiani, supportati e coadiuvati da una forza lavoro qualificata da anni di esperienza, già sfiancati dal momento congiunturale, si trovano a dover far fronte ad un nuovo nemico: una possibile riduzione di competenze che porterà una significativa riduzione del fatturato e conseguentemente la necessità di ridurre i costi. Come? Licenziando parte del personale.
Gli studi dei notai italiani, che fino a pochi anni fa avevano in forza circa 70.000 collaboratori, grazie alle cosiddette “lenzuolate di Bersani” – che già tolsero alcune competenze ai notai – ed alla pesante crisi economica, hanno oggi subito una riduzione del personale di circa 35.000 unità. I restanti 35.000 impiegati notarili tutt’ora nel settore svolgono la loro attività con passione e professionalità contribuendo a rendere funzionale un sistema complesso come quello notarile che da più di un secolo soddisfa pienamente le esigenze della certezza del diritto e della tutela delle fasce più deboli della cittadinanza. Una eccellenza tra le istituzioni italiane.
Se questo ddl Concorrenza diventerà attuativo il mercato immobiliare sarà in balia delle lobby delle banche e assicurazioni. Al di là della pericolosità di una siffatta situazione, poiché sarà di fatto eliminata la tutela di legalità che il notaio garantisce, soprattutto alle fasce più deboli, essa non comporterà, ne siamo certi, un risparmio per i consumatori, mentre per gli studi notarili si configurerà una riduzione delle risorse finanziare stimata in percentuale fra il 20 e il 30 per cento. Di conseguenza i notai si vedranno costretti ad operare dei tagli al personale in organico nella stessa percentuale, se non maggiore.
Questa liberalizzazione potrebbe superficialmente far pensare ad una migrazione del personale coinvolto verso nuove strutture lavorative, ma ciò è impensabile in quanto la mole di lavoro fisiologicamente sempre uguale, spalmata su 235.000 professionisti (5.000 notai e 230.000 avvocati), non consentirebbe a uno di questi professionisti di farsi carico di un impiegato a tempo pieno. Inoltre, le lobby avvantaggiate, banche e assicurazioni, non assorbiranno sicuramente questa tipologia di lavoratori, la cui mentalità, forgiata dal lavoro a fianco dei notai, è sicuramente lontanissima da quella spregiudicata del mercato finanziario. Tutto ciò si tradurrebbe in una conseguente perdita dell’occupazione per altre 10.000/15.000 famiglie che andranno ad aumentare le file dei disoccupati, aggravando una situazione già drammatica a livello nazionale.
Le persone coinvolte in questa vicenda sono dei lavoratori che rischiano di perdere la loro collocazione nel mondo del lavoro.
Siamo preoccupati che questa liberalizzazione vanifichi anni di professionalità, impegno e dedizione accanto ai notai italiani.
Con questa assemblea la nostra categoria di lavoratori intende:
– ragionare sulle opportunità lavorative che il futuro potrà offrire;
– chiedere ai media sostegno per dare voce al loro grido di allarme per il rischio di nuovi licenziamenti;
– cercare opportunità per spiegare al pubblico quali gravi conseguenze porterà l’approvazione di una legge dell’attuale tenore. (Comitato Esecutivo di Unic@ – Associazione Nazionale Dipendenti Studi Notarili Italiani)

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