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La denuncia del Coordinamento della sanità: “Nel nuovo centro di via Armando Fabi prelievi dimezzati”

Ospedale Frosinone«Lo scorso 20 aprile furono pomposamente inaugurati, con tanto di taglio di nastro e di benedizione del Vescovo, i nuovi locali del centro prelievi in via Armando Fabi. Locali angusti che si sapeva avrebbero reso più difficoltosi l’organizzazione del lavoro degli operatori sanitari e l’accesso dei cittadini bisognosi di esami ematologici. Fummo facili profeti nel prevedere proteste ed indignazioni ed una forte riduzione del numero giornaliero dei prelievi. A poche settimane di distanza le previsioni sono confermate dai dati. Prima, presso il centro prelievi di viale Mazzini, che non era un’eccellenza, venivano effettuati dai duecento ai trecento prelievi quotidiani. Oggi nel nuovo centro di via Armando Fabi si e no si arriva alla metà. Le proteste dei cittadini si registrano quotidianamente a causa dei disagi che sono notevolmente aumentati. E con il sopraggiungere dei turni per le ferie che succederà?». E’ la denuncia del Coordinamento provinciale della Sanità a proposito del nuovo centro prelievi sorto in via Armando Fabi a Frosinone.
«Prima del trasferimento del centro – prosegue il Coordinamento – avevamo chiesto un incontro con la Asl e con il sindaco del capoluogo per proporre un servizio di trasporto pubblico da ogni punto della città verso la Asl al fine di rendere accessibile a tutti i servizi sanitari erogati dalla stessa Asl e dall’ospedale. Purtroppo non abbiamo avuto alcuna risposta».
«Il sindaco – attacca il Coordinamento della Sanità – ha accettato supinamente il trasferimento del centro prelievi da viale Mazzini a via Fabi, senza tener conto degli enormi disagi in cui vanno incontro i cittadini del capoluogo. Ancora una volta evidenzia il suo disinteresse per i problemi dei suoi amministrati».
«In questo centro prelievi – prosegue il comunicato – non è minimamente tenuto in considerazione lo stato di disagio delle donne in stato di gravidanza costrette a fare il turno come gli altri, tranne quelle che hanno raggiunto il nono mese».
«L’Aipa – Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati ha ripetutamente sottolineato la necessità di ripristinare il prelievo unico presso l’ambulatorio della Tao (Terapia Anticoagulante Orale) per tutti i pazienti anticoagulati (80-100 al giorno) in caso di bisogno di esami ematici differenti da quelli dell’anticoagulazione (Inr). Malgrado le assicurazioni date dai massimi dirigenti della Asl nulla è stato fatto».
«In seguito alle decisioni della Asl i laboratori privati convenzionati hanno notevolmente visto aumentare il loro lavoro e i loro affari. La managerialità della Asl è ridurre il pubblico per favorire il privato. Obbiettivo raggiunto. I titolari delle imprese private che operano nella sanità non protestano, ma sono contenti e soddisfatti», conclude il Coordinamento provinciale della Sanità.

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