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La (ri)scoperta del fiume Cosa e dello Schioppo, appuntamento domenica a Frosinone

Sei di Frosinone se Cosa1Un angolo bellissimo di natura da riscoprire, di cui godere in compagnia e da condividere come parte della nostra esperienza e memoria collettiva. Questo dovrebbe essere per i frusinati la cascata dello Schioppo del fiume Cosa, per troppo tempo rimasta nascosta e inaccessibile. Domenica 24 maggio, nell’ambito di “Cosa… c’è, un Cosa meraviglioso”, le associazioni Frosinone Bella e Brutta e Zerotremilacento Arte Pubblica Relazionale, con l’apporto di attività del Cai, Vivere in Salute, Sylvatica, Altri Colori Cooperativa Sociale, Pescatori Laziali e dell’Aics, rimetteranno al centro il diritto dei cittadini a godere dei beni comuni. Così, durante giornate di pulizie e fatica sul fiume da parte dei volontari, le sterpaglie si sono trasformate in sentieri percorribili, vivibili in uno scenario naturalistico eccezionale, con una passerella in legno si è collegata la sponda del fiume all’isolotto ribattezzato “Res pubblica”, l’Isola che non c’è, gli ostacoli delle proprietà private che hanno limitato l’accesso sono state trasformate in un’opportunità per studiare percorsi pubblici alternativi come quello da via Caio Mario. Il percorso di riappropriazione è partito e ora, domenica prossima, nell’ambito dell’evento che ci dovrebbe essere (il condizionale è d’obbligo viste le previsioni meteo avverse), con il coordinamento delle associazioni per il Parco urbano del Cosa, si potrà vivere quello che tutto il tratto del fiume e la cascata dello Schioppo, insieme al laghetto di Maniano, dovrebbero essere tutto l’anno: beni comuni, risorse, opportunità di socialità e rilancio per la qualità della vita di una città troppo spesso abbandonata. Per le associazioni che hanno organizzato l’evento non c’è ostacolo che tenga se l’obiettivo e il sogno di riconquista di quello spazio è e sarà di tutti i frusinati. Le stesse associazioni hanno in mente altri progetti che nel tempo e senza troppi affanni dovrebbero far tornare le sponde del Cosa a disposizione di tutti. Ennesima dimostrazione che la città non è di chi la governa, ma di chi la vive.

Fiume Cosa

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