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La Serie A del Frosinone al Matusa, pronta una deroga con l’ok della Federcalcio

Chicco MatusaIl vecchio ma affascinante Matusa non andrà in pensione, almeno per il momento. I lavori allo stadio Casaleno per adesso sono nella fase di allestimento del cantiere e pensare che l’opera venga completata entro l’inizio del prossimo campionato di Serie A è utopistico. Il Frosinone, però, non dovrà emigrare altrove per giocare le partite in casa.
La norma della Federcalcio relativamente agli impianti di Serie A è chiara: le squadre impegnate nel massimo campionato devono avere uno stadio con una capienza di almeno 20.000 spettatori. Il piccolo Matusa ufficialmente ha una capacità di 9.680 posti. Ecco allora arrivare in soccorso del Frosinone, ma anche del Carpi che ha una struttura ancora più piccola, la Federcalcio.
E’ allo studio una norma che conceda una deroga di 36 mesi alle società di calcio impegnate in Serie A che abbiano sede in comuni con meno di 100 mila abitanti. A questi club verrà concessa la possibilità di poter continuare ad utilizzare il proprio stadio a patto che presentino un progetto per l’ampliamento dell’impianto o per la realizzazione di uno nuovo che rientri nei parametri della Figc. Tradotto: le società delle piccole città possono giocare nei propri stadi che non raggiungono la capienza dei 20.000 spettatori a patto che si impegnino entro tre anni a fornire adeguate garanzie circa un adeguamento alle norme vigenti.
Il Frosinone otterrebbe, dunque, una deroga al regolamento e il Matusa potrà ospitare le partite della Serie A dei giallazzurri. (Gabriele Margani)

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