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L’ex osservatore giallazzurro Greatti ci aveva creduto da subito: “Convinto dal gioco del Frosinone”

Paolo GreattiDa osservatore attento e conoscitore delle cose giallazzurre lo aveva previsto un po’ prima degli altri. Era lo scorso 12 novembre e Paolo Greatti, ex talent scout del Frosinone e attualmente osservatore per il Sassuolo, ad Atuttapagina.it (L’osservatore Greatti: “Frosinone da play-off, Gucher da Serie A”) si era sbilanciato sulle potenzialità della squadra di Stellone: «Ora che sono riuscito a farmi un’idea sulle ventuno avversarie del Frosinone posso affermare che l’obiettivo minimo possano essere i play-off». “Obiettivo minimo i play-off”: come se quel traguardo non fosse già considerato, in quella fase della stagione, un sogno per ogni tifoso giallazzurro.
A distanza di sei mesi e mezzo e con il Frosinone in Serie A addirittura attraverso una promozione diretta, abbiamo chiesto a Greatti cosa lo spingesse allora a riporre tanta fiducia nelle potenzialità della squadra di Stellone: «Mi aveva convinto soprattutto il gioco sempre propositivo, sia in casa che in trasferta. Quando hai quella mentalità puoi anche inciampare come è successo ad esempio nelle successive partite contro il Brescia o il Bari, ma alla lunga i risultati ti daranno ragione. Inoltre, come dissi allora, erano stati acquistati finalmente giocatori funzionali al progetto e di categoria. Il primo nome che mi viene in mente è ovviamente quello di Dionisi, ma anche Zanon nella prima parte di stagione è stato importante nel far crescere sotto il profilo dell’esperienza la squadra».Robert Gucher Martina Terrinoni
Quando si ha modo di intervistare Paolo Greatti non si può non parlare di Robert Gucher. Fu l’ex capo degli osservatori del Frosinone a segnalare nel 2008 l’allora diciassettenne centrocampista austriaco direttamente a Maurizio Stirpe: «Mi fa piacere, a livello umano e professionale, che una mia idea abbia contribuito alla promozione del Frosinone. Il presidente ebbe il merito di accettare il mio suggerimento in merito a Gucher e ora Robert è diventato il capitano di una squadra che ha centrato questo straordinario traguardo. Sono contento di essere riuscito a mantenere la promessa che sette anni fa feci al presidente Stirpe e allo stesso Gucher: quella cioè che nel medio periodo Robert avrebbe giocato in Serie A». (Gabriele Margani)

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