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Non giocare con il cuore, a Frosinone un convegno sulla cardioprotezione in ambito sportivo

Life Support CenterQuanto fa scalpore la morte improvvisa di uno sportivo? Casi eclatanti come quelli dei calciatori Renato Curi e Piermario Morosini hanno emozionato tutti e sono entrati a far parte del sapere comune degli italiani. La lista è lunga e arriva fino agli ultimi avvenimenti legati alla morte del pallavolista Vigor Bovolenta. Ma lo sport non è soltanto professionismo. Ogni anno in Italia abbiamo 60.000 morti per arresto cardiaco improvviso: la maggior parte sono giovani, anche impegnati durante attività sportive.
Le cause sono riconducibili a mancanza di prevenzione, assenza di defibrillatori e personale formato al primo soccorso.
L’associazione “Life Support Center” di Frosinone ha organizzato per domani, sabato 2 maggio, presso la Villa Comunale del capoluogo, un convegno dal titolo “Non giocare con il cuore” per sensibilizzare i cittadini e le associazioni sportive circa la rilevanza del problema della morte cardiaca improvvisa in ambito sportivo, l’importanza dei defibrillatori automatici e del personale formato richiesto dal decreto Balduzzi.
Durante il convegno saranno discussi gli obblighi delle società sportive e verranno chiariti eventuali dubbi e incertezze, fornendo consigli utili per la realizzazione dei progetti di cardioprotezione nelle proprie strutture sportive.
In vista delle scadenze previste dal decreto stesso l’associazione “Life Support Center” ritiene importante educare e coinvolgere tutte le persone interessate allo sport, creando consapevolezza e cultura della prevenzione e dello sport in sicurezza, al fine di saper intervenire precocemente in attesa del soccorso avanzato (118) per aumentare le percentuali di sopravvivenza.

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