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Passione, serietà e competenza: la Serie A porta la firma di Maurizio Stirpe

Maurizio Stirpe1A chiedere oggi ai tifosi del Frosinone – a tre giorni di distanza dalla promozione in Serie A ma con ancora nella testa e nella pelle le emozioni vissute per questo storico traguardo – a chi vada dato il merito maggiore per questo incredibile risultato, si otterrebbe una risposta plebiscitaria. Non ci sarebbe un solo tifoso che non metterebbe al primo posto nel “podio dei più meritevoli” il presidente Maurizio Stirpe.
E come dar torto ai sostenitori giallazzurri. Se non ci fosse stato Stirpe il Frosinone starebbe probabilmente ancora giocando sui polverosi campi di provincia, come è successo per buona parte degli ottantasette anni di storia della società. Stirpe è, invece, riuscito a portare questa piccola ma orgogliosa realtà sportiva nell’olimpo del calcio, tra la Juventus e il Milan, l’Inter e la Roma, il Napoli e la Lazio e la Fiorentina.
C’è stato un giorno nel quale il presidente ha stretto una sorta di patto con i tifosi, i suoi tifosi. Quel giorno di primavera del 2011, mentre il Frosinone stava lentamente e inesorabilmente scivolando verso la Prima Divisione, i tifosi lo raggiunsero sotto la sede del ritiro della squadra e lo incoraggiarono a non mollare. Stirpe, commosso, diede la sua parola e da uomo d’onore l’ha mantenuta: per nessun motivo avrebbe abbandonato la società.
Ma il presidente ha fatto di più, perché in appena quattro anni è riuscito a riportare il Frosinone prima in Serie B e poi addirittura lì dove sognava l’amato papà Benito: in Serie A. Il patron ha messo la firma in calce a questa promozione, perché la passione, la lungimiranza, la pazienza, i sacrifici economici soprattutto e la competenza sono i suoi. Se Stellone ha continuato a sedere sulla panchina del Frosinone nonostante i primi iniziali passaggi a vuoto il merito è di Stirpe. Se in giallazzurro sono arrivati i migliori talenti della Lega Pro e della Serie B il merito è sempre suo. Se l’ambiente si è ricompattato il merito è ancora suo.
Stirpe è l’uomo delle quattro promozioni (2004, 2006, 2014 e 2015) e quest’ultima gli appartiene più che a chiunque altro. (Gabriele Margani)

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