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Terme romane, le associazioni: “Approvare la cementificazione significa tradire Frosinone”

Terme romane«L’ampia, forte e chiara reazione della popolazione frusinate alla cementificazione dell’area delle Terme Romane ha messo all’angolo tutti coloro che pensavano e pensano di continuare ad usare il bene pubblico cittadino per interessi di parte e per di più speculativi. La massiccia ondata di “persuasione” dei consiglieri comunali scatenata anche a mezzo stampa evidenza sudditanza e colpevolezza di non riuscire a conseguire il risultato previsto. Approvare la delibera da parte del Consiglio costituirebbe una grave mancanza verso le proprie competenze, sia amministrative che politiche, verso una larga fetta di richieste di cittadini e associazioni che rivendicano la salvaguardia di un bene comune e significherebbe dare il via ad uno scempio come quello commesso negli anni ’60 nella costruzione sull’anfiteatro di viale Roma». E’ la posizione espressa dalle associazioni di cittadini in merito alla convenzione tra Comune di Frosinone e privato, che verrà discussa nel Consiglio di domani, per costruire nell’area adiacente la Villa Comunale, dove ci sono i resti delle Terme Romane.
«Il procedimento messo in piedi – proseguono le associazioni – è teso esclusivamente alla salvaguardia di “altri” beni, di certo non della comunità. Come si è avuto modo di argomentare, vi sono tante contraddizioni di carattere tecnico che confermano i tanti dubbi e che porterebbe in libera coscienza a non votare questa delibera. Gli aspetti che si definiscono tecnici in realtà producono un effetto politico, perché riguardano la questione dell’interesse pubblico della proposta. In tal senso, quindi, non tenerne conto ci si esporrebbe, ora sì, ad una mancanza di responsabilità verso la cittadinanza».
«Approvare questa delibera non è un atto dovuto. Di altri doveri deve curarsi un Consiglio comunale ed i propri consiglieri, a cominciare, come recita lo Statuto comunale, dalla cura degli interessi della propria comunità, dal soddisfacimento dei bisogni collettivi. Devono cominciare a capire di essere parte decisiva di un consesso che indirizza la parte politico-amministrativa della città e non ridursi ad un ruolo subalterno per difendere interessi altri. Chi non si opporrà si renderà complice, altro che risarcimento danni da parte del privato, dell’ennesimo sacco della città di Frosinone, con la distruzione di un bene pubblico di inestimabile valore che caratterizza la ricerca di quella civiltà di comportamento e di dignità da decenni introvabile in questo capoluogo», concludono le associazioni.

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