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Area archeologica di De Matthaeis, le associazioni sfidano Ottaviani: “Sarà una lunga estate calda”

Consiglio comunale«A seguito della riunione del 3 luglio il Cittadino Volsco, riunitosi con i cittadini e le Associazioni, chiama tutti alla vigilanza e alla mobilitazione per difendere il patrimonio archeologico della città che continua ad essere sotto assedio da parte di una politica che privilegia gli interessi privati a scapito della collettività e della storia frusinate». Lo scrivono le associazioni dei cittadini di Frosinone in merito alla difesa dell’area archeologica di De Matthaeis.
«Il ritiro degli atti, conseguito dopo una larga e forte partecipazione all’ultimo Consiglio comunale, evidenzia che si può sconfiggere anche politicamente il disegno di quanti, come il sindaco, ritengono di approvare in ogni modo lo scandaloso progetto di cancellazione dell’area delle Terme romane».
«Tutti gli atti formali che inquadrano la vicenda sia amministrativamente che legalmente – proseguono i comitati – non lasciano adito a dubbi: quella è un’area tutelata per un grande interesse archeologico e paesaggistico. Lo confermano gli stessi tecnici del Comune e quelli della Sopraintendenza».
«Tali certezze – continuano le associazioni – sono state fatte proprie dall’intera popolazione frusinate, e non solo, che con questa consapevolezza ha costruito un’identità culturale che le ha dato modo di immedesimarsi e di proporre iniziative informative e di vigilanza che mai erano state attivate».
«Tale sensibilità – affermano ancora i comitati – è stata trasmessa, con fare partecipativo seppur affannoso sul piano politico, a tutti i consiglieri di cui molti hanno avuto la disponibilità ad un confronto attivo, serio, costruttivo. Il risultato sarebbe stato presto conseguito se una parte della maggioranza, non avendo i numeri necessari, non avesse frettolosamente e senza motivazioni… ritirato?, rinviato?, le delibere. Mentre la politica di palazzo si interroga su chi rimane il cerino acceso, i cittadini di Frosinone decidono di continuare la mobilitazione nella difesa delle Terme e nella difesa della democrazia per ridare la voce alla collettività anche sui problemi di interesse collettivo».
«La vicenda delle Terme – rincarano le associazioni – si inquadra in un aspetto rovinoso della città, abbandonata verso il continuo degrado e la sempre maggiore precarietà della vita quotidiana, nella totale incapacità di coloro che guidano la gestione di questa città di tener presente le ultime forti sollecitazioni sui temi dell’urbanistica e su quelli dell’ambiente, come quelle della riappropriazione da parte di migliaia di persone del fiume Cosa».
«Sono, dunque, i cittadini chiamati a dare quel segnale di inversione di rotta. Saranno vigili con un impegno crescente attraverso le mobilitazioni, con lo studio, con la ricerca, con la proposta».
«Mercoledì 8 luglio altra assemblea alle 20:30 presso la saletta coop di via Monti Lepini. Saranno messe in cantiere manifestazioni di piazza per sensibilizzare la popolazione. Sarà una lunga estate calda», concludono le associazioni.

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