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Area archeologica di De Matthaeis, le associazioni: “Uniti per salvare le Terme romane”

Terme romane«Nel gennaio 2011 la Consulta delle associazioni della città di Frosinone raccolse il disperato appello, fino ad allora rimasto inascoltato, di 22 associazioni (Frosinone Bella e Brutta, Comitato provinciale Arci, Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati, Società operaia di mutuo soccorso, Associazione Oltre l’occidente, Associazione culturale zerotremilacento, Legambiente Frosinone, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sezione di Frosinone, Wwf Lazio, Associazione Sylvatica, Libera Frosinone, Centro studi Tolerus, Archeo club Alatri, Fai delegazione di Frosinone, Conoscere il territorio, Associazione Il ponte, Re.Tu.Va.Sa., Associazione Anpi Frosinone, Comitato civico Laboratorio scalo, Frosinone 2020, Italia nostra onlus sezione Ciociaria), sottoscritto successivamente da 661 cittadini, per salvare le Terme Romane e l’area archeologica adiacente la Villa Comunale da una colata di cemento di circa 34.854 mc per la realizzazione di un complesso polifunzionale denominato “I Portici”. Quasi cinque anni di continuo studio e ricerca, di elaborazione e di proposta, di duro impegno e di iniziativa della Consulta, dell’associazionismo e dei cittadini hanno impedito l’edificazione di questo “mostro”. Ora il rischio si ripresenta. Il sindaco e la giunta ripropongono con forza ed insistenza al Consiglio comunale, che si riunirà in seconda convocazione alle 18:30 del 23 luglio, l’edificazione di quell’area. Se la proposta verrà approvata si distruggerà per sempre, come già avvenuto per l’anfiteatro romano di viale Roma, la valorizzazione e la fruibilità delle Terme Romane e dell’intero sito archeologico». Lo afferma Francesco Notarcola, presidente della Consulta della Città di Frosinone.
«Le associazioni, i cittadini ed i loro eletti non possono e non devono permettere che ciò si verifichi – prosegue il rappresentante della Consulta -. Ai consiglieri comunali si chiede di riscattare l’onta subita dalla città, allorquando fu deliberato dal Consesso cittadino di far crescere un palazzo sopra l’anfiteatro romano. Bocciando questo sciagurato disegno essi dimostrano di essere al servizio della città e che il loro ruolo si identifica con i grandi valori della sua storia e della sua cultura. È ora che il Consiglio comunale manifesti di non essere subalterno ai poteri forti e che i padroni non possono più mettere in mora, minacciare e diffidare gli eletti del popolo».
«Alle associazioni ed ai cittadini chiediamo di partecipare agli eventi organizzati in ogni angolo della città e di essere presenti  alla manifestazione del 23 luglio in piazza VI Dicembre con cartelli, striscioni ed altre espressioni di contestazione. Chi ama Frosinone non può tirarsi indietro. Salvare le Terme Romane vuol dire salvare una città allo stremo», conclude il presidente della Consulta.

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